Economia
Sabato 19 Settembre 2026
Le famiglie sondriesi fra le meno indebitate dì’Italia
La media per prestiti personali, credito al consumo e acquisti a rate è 2.200 euro in meno della media nazionale
Lettura 2 min.Sondrio
Le famiglie della provincia di Sondrio sono tra le meno indebitate d’Italia per prestiti personali, acquisti a rate e altre forme di credito al consumo. Nel 2025 l’esposizione media è stata pari a 4.400 euro per nucleo, oltre 2.200 euro in meno rispetto alla media nazionale di 6.657 euro. Nella graduatoria elaborata dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre su dati della Banca d’Italia e dell’Istat, Sondrio occupa il penultimo posto su 107 province. Soltanto Bolzano presenta un valore inferiore, con 3.106 euro per famiglia. Immediatamente prima di Sondrio si colloca Trento, con 4.524 euro. Il dato valtellinese è inferiore di circa un terzo sia alla media italiana sia a quella lombarda, che si attesta a 6.595 euro per famiglia. Una posizione favorevole anche se nell’ultimo anno il credito al consumo in provincia è cresciuto del 6,1%, percentuale maggiore rispetto al +4,9% registrato a livello nazionale. Complessivamente, l’esposizione delle famiglie sondriesi verso banche e società finanziarie è passata dai 337,6 milioni di euro del 2024 ai 358,2 milioni del 2025, con un incremento di 20,6 milioni. La provincia si distingue anche nel confronto con il resto della Lombardia. A Lodi, la più esposta in Lombardia, il debito medio raggiunge gli 8.280 euro per famiglia, quasi il doppio di quello sondriese. Seguono Pavia con 8.003 euro, Varese con 7.777, Cremona con 7.340 e Monza Brianza con 7.315 euro. Milano si ferma a 6.057 euro, comunque circa 1.650 euro in più rispetto a Sondrio. A livello nazionale, nel 2025 il credito al consumo concesso alle famiglie italiane da banche e finanziarie ha sfiorato i 178 miliardi di euro, attestandosi precisamente a 177,5 miliardi. Rispetto al 2024 l’aumento è stato di 8,2 miliardi, pari al 4,9%. Nell’arco di nove anni la crescita ha raggiunto il 62%, per un incremento di circa 68 miliardi. In questa categoria rientrano i prestiti utilizzati per acquistare automobili, elettrodomestici, mobili e altri beni, ma anche i finanziamenti non finalizzati richiesti per disporre di liquidità. Sono invece esclusi i mutui per l’acquisto della casa, considerati investimenti di lungo periodo. Se al credito al consumo erogato dalle banche, pari a circa 127 miliardi, si aggiungono i 447,6 miliardi di mutui e le altre forme residuali di finanziamento, il debito bancario complessivo delle famiglie italiane sale a 612,6 miliardi di euro. Secondo la Cgia, dietro all’aumento dei prestiti ci sarebbero due fenomeni differenti: da una parte il ricorso al credito per acquistare beni durevoli; dall’altra, la necessità di ottenere liquidità per affrontare spese impreviste o arrivare alla fine del mese. L’inflazione e la perdita di potere d’acquisto di stipendi e pensioni avrebbero spinto una parte delle famiglie, in particolare quelle del ceto medio, a indebitarsi per mantenere il proprio tenore di vita. A rendere più onerosi i finanziamenti, come sottolinea la Cgia, contribuisce anche l’andamento dei tassi. Il Taeg medio sul credito al consumo, che comprende interessi e costi accessori, è passato dal 7,64% del 2021 al 10,16% del 2023. Dopo essere rimasto attorno al 10% nei due anni successivi, a luglio 2026 ha raggiunto il 10,38%. Le esposizioni medie più elevate a livello nazionale si registrano a Siracusa, con 8.437 euro per famiglia, Massa-Carrara con 8.373, Lodi con 8.280, Pistoia con 8.168 e Pisa con 8.091 euro. Monica Bortolotti
© RIPRODUZIONE RISERVATA