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Lunedì 02 Novembre 2026
Lecco, cassa integrazione straordinaria in aumento del 280%: cresce l’allarme sul futuro industriale
Nei primi nove mesi del 2026 le ore complessive autorizzate salgono del 6,6%, in controtendenza rispetto al dato regionale (-11,9%). La Uil richiama l’attenzione sulle crisi aziendali e chiede piani industriali e garanzie per l’occupazione.
Lettura 1 min.Lecco
Nei primi nove mesi di quest’anno Lecco è (con Varese) una delle due province lombarde in cui la cassa integrazione complessiva è cresciuta. Nel nuovo report della Uil Lombardia Lecco segna un +6,6% (Varese +52%), mentre nella media generale lombarda il dato è in flessione dell’11,9% (-21,9% nazionale). Ma a preoccupare è la corsa della cassa integrazione straordinaria che investe 7 province su 12 in Lombardia, in aumento del 16,8%. Nella cassa straordinaria Lecco segna nei 9 mesi il +280% rispetto allo stesso periodo del 2025.. In dati assoluti, nei 9 mesi Lecco passa da una cassa integrazione totale di 3,06 a 3,26 milioni di ore. La straordinaria passa da circa 108 mila a 412 mila ore, pur mantenendo un’incidenza sul totale provinciale relativamente contenuta (12,6%). La Cig ordinaria diminuisce leggermente (−3,4%).
“Nel Lecchese – sottolinea lo studio della Uil - è importante valutare dove si concentrino le nuove autorizzazioni straordinarie e quali prospettive industriali le accompagnino”. La tendenza preoccupa in quanto la Cig straordinaria subentra in fasi di crisi aziendale profonda, ma la Uil ricorda che “non si tratta di un indicatore diretto dei licenziamenti futuri. La Cig straordinaria è però connessa a processi aziendali di maggiore complessità, quali riorganizzazioni, crisi, riconversioni o contratti di solidarietà. Per la Uil il miglioramento del dato aggregato deve quindi essere valutato insieme alla qualità delle prospettive industriali e alle garanzie per l’occupazione”. La meccanica rappresenta il 52,6% di tutta la Cig lombarda e il 66,9% dell’intera straordinaria regionale. È la principale area produttiva per la quale il rapporto segnala l’esigenza di un approfondimento sulla natura degli interventi, sulle filiere e sulla capacità di salvaguardare occupazione e competenze. Circa la cassa ordinaria, negli altri territori il saldo è negativo: le flessioni più consistenti riguardano Sondrio (−47,1%), Bergamo (−32,2%), Cremona (−31,3%), Brescia (−28,6%) e Mantova (−28,4%).
Per il coordinatore territoriale della Uil Lario, Dario Esposito, «La situazione a Lecco fotografa una fase di transizione industriale delicata e complessa, confermata dall’aumento del ricorso alla Cassa Integrazione Straordinaria che non possiamo sottovalutare. Non possiamo permettere che le difficoltà del comparto manifatturiero e metalmeccanico pesino unicamente sulle spalle dei lavoratori e delle loro famiglie. È urgente un presidio costante del territorio, con politiche attive e piani industriali mirati che diano stabilità e futuro all’occupazione locale. Dobbiamo difendere il tessuto produttivo lecchese rafforzando le tutele reali e investendo sulla qualità e sulla sicurezza del lavoro». Monteduro afferma che in Lombardia “la diminuzione delle ore autorizzate è un segnale positivo, ma non possiamo limitarci a guardare la media regionale. L’aumento della Cassa Integrazione straordinaria e la sua forte concentrazione in alcuni territori e comparti impongono un monitoraggio costante delle crisi e dei loro esiti. Chiediamo piani industriali verificabili, tutela assoluta dei posti di lavoro e percorsi strutturati di formazione e riqualificazione già durante la sospensione. La CIG deve tornare ad essere uno strumento per superare le difficoltà, e non soltanto un modo per rinviare i problemi”
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