Lecco, chiude lo storico panificio Negri di Castello

Dopo decenni di attività, Bruno e Ferruccio Negri abbassano la saracinesca del loro storico panificio in centro a Castello. Un addio emozionante segnato da ringraziamenti e ricordi commossi.

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Lecco

Chiude lo storico panificio di Bruno e Ferruccio Negri in corso Matteotti, al 65 di corso Matteotti, in pieno centro storico di Castello. Chiuderà sabato, in verità, ma il pellegrinaggio affettuoso è cominciato già da alcuni giorni. E i due fratelli, Bruno, classe 1946, e Ferruccio, classe 1955, non hanno più parole per descrivere l’ondata di ringraziamenti che stanno ricevendo. Oltre a tanto, tantissimo rincrescimento perché il panificio Negri non è solo un esercizio storico, ma un luogo di prelibatezze che chiuderà i battenti.

Tutti i “castellani” lo rimpiangeranno. Ferruccio, che è anche maestro sommelier e ha guidato la Fis per anni, ha la classica lacrimuccia agli occhi: «Quando sono nato il negozio c’era già e lo mandavano avanti i miei genitori, mamma Maria Tavecchio, scomparsa a 100 anni, e papà Luigi Negri, scomparso giovane. Erano rispettivamente del 1920 e del 1912, si erano sposati nel 1945, e avevano aperto prima il negozio in corso Matteotti dove ora c’è la farmacia di Castello. Poi in via Fogazzaro, e quindi, nel 1952 si sono trasferiti in questa sede, in corso Matteotti. Io sono del 1955 e il negozio era già qua, nella via principale di Castello. Ricordiamo anche mia sorella Antonella, scomparsa il 24 giugno del 2019, la vera anima del negozio che se n’è andata troppo presto».

Cosa lascia questo storico panificio nella memoria di Bruno e Ferruccio? «Tanti bellissimi ricordi, tante amicizie, tanto rispetto e tanto affetto. Anche questa mattina persino i bambini dell’asilo della Scuola dell’infanzia Don Pozzi ci hanno portato i loro disegnini, ci hanno cantato le canzoni e non sono riuscito a trattenere le lacrime. Insieme a me anche Bruno, si è commosso... è un addio bellissimo quello che ci sta regalando tutto il rione».

Viene a mancare un panificio storico che dal 1962 ha visto al forno Bruno ma che dal 1972 è passato anche tra le mani di Ferruccio. «Ci siamo sempre alzati alle 3.30 del mattino. Mi piace ancora svegliarmi a quell’ora e non mi è mai pesato alzarmi così presto. Ho sempre fatto un lavoro che mi piace. È stato bellissimo il percorso che ci ha portato fin qui».

Ora la domanda sorge spontanea. Cosa faranno in pensione questi due panettieri che erano noti per non stare mai un minuto fermi? Lavoreranno ancora, anche se con ritmi molto più blandi: «Mia moglie Fulvia (Nava, presidente dei tabaccai lecchesi, n.d.r.) ha la tabaccheria in corso Martiri per cui le darò una mano, e Bruno ha il figlio Francesco Negri che ha la tabaccheria al Villaggio di Germanedo. Per cui daremo una mano a moglie e figli e proveremo a rimanere attivi ma senza stress». Il vino? «Grande passione. Questa volta la coltiverò svuotando la mia bella cantina, ma poco per volta e con grande moderazione...».

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