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Giovedì 25 Giugno 2026
Luca Gadola nuovo presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Sondrio
Passaggio di consegne ai vertici dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Sondrio. Il morbegnese Luca Gadola succede a Felice Mandelli e guiderà un consiglio rinnovato con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dell’ente sul territorio. Al centro del mandato il progetto “Ingegneria e umanesimo”
Lettura 2 min.Sondrio
Passaggio del testimone ai vertici dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Sondrio. Il professionista morbegnese Luca Gadola è il nuovo presidente dell’ente professionale succedendo a Felice Mandelli dopo il rinnovo del consiglio.
Un cambio che apre una nuova fase per l’Ordine, all’insegna di “Ingegneria e umanesimo”, il programma che pone al centro etica, sostenibilità, responsabilità sociale e attenzione ai professionisti.
Con oltre quarant’anni di attività e una lunga esperienza all’interno dell’Ordine, dove ha ricoperto gli incarichi di consigliere, tesoriere e vicepresidente, Gadola guiderà un consiglio eterogeneo per età, provenienza territoriale e ambiti professionali, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dell’Ordine come punto di riferimento per il territorio e per i suoi 693 iscritti.
Il passaggio di consegne con il presidente uscente Felice Mandelli è avvenuto lunedì, in occasione dell’insediamento del nuovo consiglio territoriale. Nella stessa seduta sono state assegnate le cariche istituzionali: Pietro Maspes è stato nominato vicepresidente, Stefano Mandelli segretario e Martina Scieghi tesoriere. Completano il consiglio Michela Bassi, Claudio Zubiani, Luisa Ferrandini, Costanza Teresa Della Torre, Fabiano Giorgetta, Matteo Schena e Petra Cerri, ingegnere junior.
Una squadra molto variegata sia dal punto di vista anagrafico sia delle attività professionali svolte e della provenienza territoriale che copre l’intera provincia. «Questo – dice il neo presidente - ci consentirà di lavorare bene insieme».
Tra le priorità del nuovo mandato c’è innanzitutto la continuità con il lavoro svolto negli anni precedenti. «Abbiamo ereditato un Ordine in perfetta efficienza, del quale tutti ci sentiamo onorati di far parte» sottolinea Gadola.
Accanto ai temi tradizionali della professione, il nuovo presidente intende però rafforzare il ruolo dell’Ordine come riferimento per il territorio sulle questioni legate all’ambiente, alla sostenibilità, alla sicurezza e alla cultura tecnica. Un approccio che si traduce nella figura dell’“ingegnere umanista”, capace di integrare competenze tecniche e ingegneristiche con spirito critico, etica e responsabilità sociale.
«La professione è profondamente cambiata negli ultimi decenni - spiega Gadola - e oggi ai colleghi viene richiesto di affrontare problematiche sempre più complesse. L’Ordine deve quindi farsi carico, in senso ampio, delle loro esigenze e accompagnarli in questa evoluzione».
Tra gli obiettivi del mandato c’è anche la promozione di una collaborazione più stretta tra gli Ordini professionali del territorio. L’idea è quella di creare una consulta permanente che riunisca architetti, geometri, periti, geologi, agronomi e forestali, favorendo la nascita di commissioni tematiche e comitati scientifici interprofessionali. La finalità è costruire una rete stabile di competenze che consenta di affrontare in maniera trasversale le questioni che riguardano il territorio provinciale, ottimizzando risorse e conoscenze e offrendo risposte più efficaci alle sfide della contemporaneità.
Particolare attenzione sarà inoltre riservata ai giovani professionisti e al ricambio generazionale. «I colleghi più esperti possiedono un patrimonio importante di conoscenze, mentre i giovani portano entusiasmo, nuove tecnologie e nuovi modi di esercitare la professione – sottolinea Gadola -. L’incontro tra queste esperienze è fondamentale per un Ordine che voglia guardare al futuro».
Tra i temi indicati da Gadola figura infine quello della previdenza e dell’assistenza professionale. Forte dell’esperienza maturata come delegato provinciale di Inarcassa, il nuovo presidente ribadisce la necessità che l’Ordine mantenga alta l’attenzione sulle esigenze previdenziali degli iscritti, considerandole un elemento centrale per la tutela della categoria.
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