Economia / Sondrio e cintura
Venerdì 11 Settembre 2026
Retribuzioni mensili, meno lavoro in Valle e anche meno pagato
Notevole il divario con la provincia di Lecco. In busta paga una differenza annua di oltre 5 mila euro. A incidere è anche la stagionalità delle occupazioni
Lettura 2 min.Quasi un mese di lavoro retribuito in più a Lecco rispetto a Sondrio. E un divario che supera i 5mila euro lordi all’anno anche in busta paga. Lecco al top, Sondrio la peggiore in Lombardia.
È tutta qui la distanza che emerge tra le due province dai dati dell’Ufficio studi della Cgia elaborati sui dati Inps del 2024: Lecco è prima in Italia per numero di giornate retribuite - 265,4 -, mentre Sondrio si ferma a 240,6 e scivola al cinquantottesimo posto della graduatoria nazionale. E ancora, sul fronte delle retribuzioni, Lecco è sesta nella graduatoria nazionale con 27.788 euro lordi medi annui; Sondrio è al quarantasettesimo posto, con 22.653 euro.
Due province vicine, dunque, ma con una distanza significativa nella quantità di lavoro retribuito e nel valore delle buste paga. E il confronto diventa ancora più interessante se inserito nel quadro lombardo e nazionale.
Sondrio è la provincia più in basso nella classifica regionale
Lecco supera la media lombarda di oltre sei giornate, mentre Sondrio si trova quasi 18,5 giornate sotto il dato regionale.
Il risultato lecchese non è casuale. La provincia lariana è inserita in un gruppo di territori ai vertici della classifica caratterizzati storicamente da una forte vocazione manifatturiera. La Cgia sottolinea come nelle realtà che occupano le prime posizioni siano particolarmente diffuse le imprese medio-grandi e le attività produttive a elevata continuità, anche con impianti organizzati a ciclo continuo.
Sondrio presenta invece una struttura economica basata per lo più su piccole e piccolissime imprese e il dato sulle giornate retribuite va letto tenendo conto anche della composizione del mercato del lavoro: il numero dipende dalla continuità dell’occupazione, dal ricorso al part-time, dalla stagionalità e dalle caratteristiche dei diversi settori economici.
La distanza tra Lecco e Sondrio è ancora più evidente nelle buste paga. Nel 2024 la retribuzione media annua lorda dei dipendenti del settore privato è superiore del 23% rispetto a quella valtellinese.
Anche il confronto con la media nazionale è indicativo. In Italia la retribuzione media annua è stata di 24.486 euro: Lecco si trova quindi circa 3.300 euro sopra il valore nazionale, mentre Sondrio resta circa 1.800 euro sotto.
Il confronto con la Lombardia accentua ulteriormente la distanza. La regione ha registrato la retribuzione media più alta d’Italia, pari a 30.384 euro lordi annui. Lecco, pur essendo tra le province italiane con le retribuzioni più elevate, rimane quindi sotto il dato regionale; Sondrio è ancora più lontana dalla media lombarda.
La differenza territoriale non riguarda soltanto le buste paga, ma si inserisce in un quadro più ampio nel quale produttività e retribuzioni tendono a muoversi nella stessa direzione. La Lombardia è la seconda regione italiana per produttività, con 51,18 euro di valore aggiunto per ora lavorata, contro una media nazionale di 43,20 euro. Il Nord Ovest raggiunge invece 48,73 euro, il 12,8% in più rispetto alla media italiana.
Secondo la Cgia, nelle aree dove la produttività è maggiore risultano generalmente più elevati anche gli stipendi medi. A incidere sono anche la presenza di imprese medio-grandi, multinazionali, utility, banche e assicurazioni e una maggiore concentrazione di lavoratori con qualifiche elevate. Il quadro nazionale conferma poi una netta frattura territoriale. Nel 2024 al Nord si sono lavorate mediamente 255 giornate, contro le 228 del Mezzogiorno, mentre la retribuzione media giornaliera è stata di 108 euro al Nord e di 80 euro al Sud.
Il confronto tra Lecco e Sondrio (ultima tra le province lombarde) riporta al centro dell’attenzione il tema della capacità di trasformare occupazione, produttività e continuità lavorativa in salari più elevati.
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