Economia / Sondrio e cintura
Martedì 15 Settembre 2026
Sondrio, più rinnovabili e nucleare: la Lombardia cerca la sovranità energetica
Sertori: «Il fabbisogno crescerà, serve ridurre la dipendenza dal gas». L’idroelettrico valtellinese resta centrale, mentre lo studio sull’uranio in Val Vedello apre nuovi scenari.
Lettura 1 min.Sondrio
«Più rinnovabili e nucleare» perché la Lombardia ha sempre più bisogno di energia. È la “ricetta” indicata dall’assessore regionale agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo della risorsa idrica Massimo Sertori durante il convegno “Sovranità energetica e competitività – Dalle biomasse al nucleare di nuova generazione” organizzato nei giorni scorsi a Palazzo Lombardia. Un tema che interessa da vicino la provincia di Sondrio, storicamente al centro della produzione idroelettrica lombarda. Proprio l’acqua e l’idroelettrico rappresentano infatti una delle risorse sulle quali la Lombardia può contare per rafforzare la propria autonomia energetica. «La sovranità energetica è fondamentale per il nostro sistema produttivo e per gli scenari geopolitici – ha detto Sertori -. Da qui ai prossimi anni la nostra società avrà un fabbisogno energetico sempre maggiore: occorre quindi da un lato incrementare le fonti rinnovabili e dall’altro aprire al nucleare in sostituzione del gas». I numeri fotografano una regione particolarmente energivora. La Lombardia consuma circa 65 terawattora all’anno, rispetto ai 310 terawattora dell’intero Paese.
Una domanda destinata a crescere anche per effetto dello sviluppo industriale e della diffusione di nuove infrastrutture ad alto consumo, a partire dai data center. In questo quadro, Sertori ha rivendicato il lavoro svolto dalla Regione sul fronte dell’idroelettrico, fonte rinnovabile e anche programmabile. «Siamo stati i primi a emanare un’importante legge sull’idroelettrico» ha ricordato sottolineando come la Lombardia sia leader in Italia, con il 25% della produzione idroelettrica nazionale. Un dato particolarmente significativo per i territori montani e per la provincia di Sondrio, dove l’idroelettrico costituisce da decenni una componente importante dell’economia e del sistema energetico. Ma la strategia regionale non guarda soltanto all’acqua. La Lombardia ha legiferato anche sulle aree idonee per fotovoltaico e agrivoltaico, cercando di conciliare lo sviluppo delle nuove installazioni con la tutela del comparto agricolo. E ha introdotto una disciplina specifica per i data center, considerati infrastrutture strategiche ma fortemente energivore. Sul tema del nucleare, Sertori ha indicato una posizione netta: la crescita della domanda energetica richiede di ampliare il ventaglio delle fonti disponibili e di ridurre la dipendenza dal gas.
Una prospettiva condivisa dal presidente della Regione Attilio Fontana, secondo il quale «non esiste una sola soluzione» e occorre lavorare su tutte le tecnologie, investendo nella ricerca. Fontana ha richiamato anche la necessità di prestare attenzione al consumo di suolo legato alle rinnovabili, sottolineando come alcune fonti siano condizionate dalla disponibilità di sole e dalle stagioni. Il confronto sull’energia coinvolge direttamente i territori lombardi. Per la provincia di Sondrio, che ha nell’idroelettrico una delle proprie principali risorse, la partita si gioca soprattutto sulla capacità di valorizzare una produzione già consolidata, accompagnandola alle nuove esigenze del sistema energetico regionale. Anche per quanto riguarda il nucleare la Valtellina non è solo spettatrice: l’avvio dello studio sull’uranio in Val Vedello apre nuovi scenari, oltre a molte domande.
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