Economia / Morbegno e bassa valle
Venerdì 28 Agosto 2026
Sondrio, estate difficile per gli oliveti: caldo e siccità mettono a rischio il raccolto
Danni fino all’80% sul Leccino, soprattutto nelle piante giovani. Le piogge di agosto hanno però ridato vigore agli olivi e la mosca olearia resta ai minimi.
Lettura 2 min.Sondrio
Un’estate difficile per gli oliveti valtellinesi, segnata da settimane di caldo intenso, poca pioggia e vento. Una combinazione che ha messo sotto pressione le piante, soprattutto quelle più giovani e coltivate nei terreni più esposti e superficiali. Poi le precipitazioni abbondanti della seconda metà di questo mese hanno restituito acqua ai terreni e dato nuovo vigore alla vegetazione. È il quadro che emerge dal bollettino della Fondazione Fojanini, sulla base dei monitoraggi effettuati dai suoi tecnici, con il supporto della Comunità montana di Morbegno per la Bassa valle. Un bilancio che fotografa una stagione partita con una buona fioritura, ma che ha dovuto fare i conti con condizioni climatiche particolarmente impegnative. Il caldo ha cominciato a farsi sentire già dalla metà di giugno. La mancanza di precipitazioni, unita al vento, ha progressivamente prosciugato i terreni e le prime piante a mostrare segni di sofferenza sono state quelle più giovani. In diversi casi le olive hanno iniziato a cadere, mentre successivamente, con il protrarsi della siccità, i frutti hanno perso turgore e si sono raggrinziti.
Il fenomeno non ha colpito allo stesso modo tutte le varietà. Il Leccino si è dimostrato particolarmente sensibile, soprattutto negli impianti giovani, dove in alcuni casi la perdita di prodotto è arrivata a superare l’80%. Più contenuta la sensibilità del Frantoio, mentre Leccio dal Corno, Grignano e Coratina hanno mostrato una maggiore capacità di resistere alla lunga fase siccitosa. Dove era possibile irrigare, gli effetti della siccità sono stati naturalmente più contenuti. L’acqua di soccorso ha permesso di sostenere le piante e di preservare una parte importante della produzione. Ma a cambiare davvero il quadro sono state le piogge di agosto. Dal 16 agosto, e soprattutto dal 20, la situazione meteorologica è cambiata. Le perturbazioni hanno portato quantitativi di pioggia importanti: circa 110 millimetri a Sondrio e oltre 200 millimetri a Traona. Dopo quasi due mesi caratterizzati da precipitazioni molto scarse, l’acqua ha permesso ai terreni di recuperare le proprie riserve e gli effetti sugli olivi sono stati evidenti in tempi molto rapidi. Le chiome hanno ripreso vigore e anche le olive hanno recuperato buona parte della turgidità persa durante le settimane più difficili. Un recupero che, a questo punto della stagione, consente di guardare con maggiore fiducia alla fase finale della maturazione. Il caldo e la siccità hanno comunque lasciato il segno sui frutti, che risultano in generale più piccoli e con una minore quantità di polpa. La stagione, però, ha avuto almeno un effetto positivo sul fronte della mosca olearia, uno dei principali problemi che possono compromettere la qualità delle olive.
I controlli effettuati dalla Fondazione Fojanini hanno evidenziato infatti una presenza molto contenuta dell’insetto durante tutta la stagione, con catture praticamente nulle nel mese di agosto. Le temperature elevate e la scarsa disponibilità d’acqua hanno creato condizioni poco favorevoli allo sviluppo della mosca, evitando per ora le situazioni di forte pressione che in altre annate possono compromettere il raccolto. Il confronto con il 2025, da questo punto di vista, è particolarmente evidente. La scorsa stagione era stata più fresca e aveva favorito maggiormente la presenza della mosca olearia. Il 2026 si sta invece caratterizzando per condizioni climatiche quasi opposte, più vicine per alcuni aspetti a quelle del 2022, altra annata segnata da caldo e siccità. Non sono mancate però neanche le conseguenze degli eventi estremi. I temporali sono stati in alcuni casi particolarmente violenti e accompagnati da grandine, anche di grosse dimensioni. In alcune zone sono stati registrati danni alle olive e alla parte alta dei rami. Per il resto, il quadro fitosanitario appare relativamente tranquillo. La scarsa umidità e la ventilazione hanno limitato lo sviluppo delle principali malattie e di diversi parassiti. Qualche attenzione in più viene segnalata per la cimice asiatica, la cui presenza è aumentata nella seconda metà di agosto, ma senza che al momento emerga una situazione di particolare gravità. Il vero elemento da valutare nelle prossime settimane sarà quindi la capacità degli olivi di sfruttare il recupero idrico e arrivare alla raccolta nelle migliori condizioni possibili. Molto dipenderà dall’andamento di settembre, mese decisivo per la conclusione della maturazione.
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