Economia / Sondrio e cintura
Mercoledì 28 Ottobre 2026
Sondrio, stranieri al 6,8%: meno della metà della media regionale
In provincia di Sondrio gli stranieri rappresentano il 6,8% dei residenti, la quota più bassa della Lombardia. Il Dossier statistico immigrazione 2026 evidenzia anche il ruolo strutturale dei cittadini immigrati nel mercato del lavoro regionale.
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Gli stranieri sono il 6,8% della popolazione residente in provincia di Sondrio, la quota più bassa della Lombardia. Una presenza più contenuta rispetto alla media regionale, che arriva al 12,5%, in un mercato del lavoro nel quale però il contributo dei cittadini immigrati è diventato strutturale.
È la fotografia scattata dal Dossier statistico immigrazione 2026, curato dal Centro studi e ricerche Idos con il sostegno di Cgil, Cisl e Uil Lombardia e presentato a Milano. Il documento offre un dato specifico sull’incidenza dei residenti stranieri a Sondrio; i numeri sul lavoro riguardano invece la Lombardia nel suo complesso.
Alla fine del 2025 gli stranieri residenti nella regione erano 1.257.557, oltre 36mila in più rispetto all’anno precedente, con un incremento del 3%. Nel corso dell’anno, 52.558 persone hanno acquisito la cittadinanza italiana: senza questi passaggi l’aumento dei residenti con cittadinanza straniera sarebbe stato più ampio.
La distribuzione sul territorio è variegata. La Città metropolitana di Milano concentra quasi mezzo milione di residenti stranieri e registra un’incidenza del 15,4%, la più alta della regione. All’estremo opposto si trovano Sondrio, con il 6,8%, e Como, con l’8,7%.
In Lombardia gli occupati stranieri sono circa 610mila, il 13,4% del totale. Il loro peso cresce in alcune attività: nelle costruzioni rappresentano il 23,6% degli addetti, in agricoltura il 20,8% e nel lavoro domestico il 73,3%.
Settori diversi, accomunati dalla necessità di trovare personale. Se il dato regionale non dice quanti lavoratori stranieri siano occupati in queste attività in provincia di Sondrio, richiama però questioni che riguardano anche il territorio, dalle imprese edili e agricole alle famiglie che hanno bisogno di assistenza.
Il lavoro domestico, osserva il dossier, riflette le difficoltà delle famiglie nell’organizzare la cura di lungo periodo. In Lombardia questo settore occupa il 10% dei lavoratori stranieri, contro lo 0,6% degli italiani. Nelle costruzioni lavora invece l’11,3% degli occupati stranieri, a fronte del 5,7% degli italiani.
La domanda delle imprese resta forte. Secondo il Sistema informativo Excelsior, nel 2025 le aziende lombarde hanno programmato oltre 301mila ingressi di personale straniero, il 22,2% del totale nazionale. Quasi un ingresso programmato su tre in regione, il 29,2%, riguarda lavoratori immigrati. Si tratta di previsioni formulate dalle imprese, non del numero di persone effettivamente assunte. All’occupazione dipendente si aggiunge il lavoro autonomo. Le imprese guidate da persone nate all’estero sono 133.291 in Lombardia e operano soprattutto nelle costruzioni, nel commercio e nella ristorazione.
A fronte della domanda di personale, restano però condizioni diseguali. Il tasso di occupazione degli stranieri è del 65,3%, contro il 70,3% degli italiani. La disoccupazione raggiunge il 5,5%: meno della media nazionale degli stranieri, pari al 9,1%, ma più del doppio del 2,5% registrato tra gli italiani.
Il 31,2% dei lavoratori stranieri svolge mansioni non qualificate e il 29,5% possiede un titolo di studio superiore a quello richiesto per il lavoro svolto. Il rapporto invita quindi a interrogarsi non solo sulla difficoltà di trovare personale, ma anche sull’attrattività dei posti offerti e sulla valorizzazione delle competenze.
Il lavoro si intreccia infine con la demografia. In Lombardia i minori sono il 20,1% dei residenti stranieri, contro il 14,2% degli italiani. Nell’anno scolastico 2024-2025 gli studenti con cittadinanza non italiana erano 236.347, il 17,9% degli iscritti; due su tre erano nati in Italia.
Per Cgil, Cisl e Uil Lombardia, il lavoro può favorire l’integrazione, ma deve essere accompagnato da condizioni dignitose e sicure e da politiche per la casa, i servizi e la formazione. Temi su cui la provincia di Sondrio si sta interrogando da tempo.
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