Sozzi Arredamenti adegua i listini Usa causa dazi: impatto contenuto

Il responsabile spiega l’impatto dei dazi statunitensi e le strategie dell’azienda, con un focus sui mercati esteri e le nuove aperture.

Valmadrera

«Siamo passati da dazi pressoché nulli, o comunque minimi su alcuni articoli, a dazi che lo scorso aprile sono andati al 10% e da agosto al 15%, al netto dell’incertezza che ancora c’è su tutta la negoziazione in corso. Fino a quando è stato possibile abbiamo assorbito le nuove tariffe, ma dal 1° settembre, i nostri listini verso l’America saranno adeguati». Lo afferma Paolo Sozzi, responsabile della gestione di Sozzi Arredamenti con sede a Valmadrera che, con il proprio storico marchio Promemoria, esporta negli Stati Uniti per un valore compreso fra il 10 e il 15% del fatturato totale.

L’azienda è una delle realtà più rappresentative dell’alta manifattura ebanistica per la produzione di arredi, per un’attività fondata nel 1985 da Romeo Sozzi, anima creativa dell’azienda che nel 1988 ha dato vita al celebre marchio Promemoria. Al fondatore si deve la grande spinta sull’espansione internazionale del brand, avviata anni fa a partire dall’apertura di due showroom a Milano e sviluppata con negozi nelle maggiori città del mondo.

Sozzi Arredamenti è un grande nome nel design di lusso, con radici nella tradizione ebanistica artigianale di quattro generazioni della famiglia Sozzi. L’azienda è specializzata negli arredi per interni di abitazioni e hotel di lusso ed è presente anche con un altro proprio storico marchio, Bottega Ghianda, sui mercati internazionali con flagship store a Milano, Londra, Parigi, Mosca, New York, Monaco e Amburgo, esportando oltre il 95% della produzione in tutto il mondo.

«Noi abbiamo uno showroom che fa da importazione per tutte le Americhe e paghiamo dazi solo sul territorio statunitense – spiega Sozzi –. Da aprile abbiamo assorbito i dazi, riducendo i nostri margini soprattutto in momenti in cui avevamo trattative in corso; sul lungo termine non avremmo potuto continuare a farcene carico, da ciò l’adeguamento dei listini, in una decisione che tiene conto anche dell’andamento valutario del dollaro..

A livello generale, nel nostro mercato verso gli Usa c’è stata una lieve flessione legata all’incertezza sui dazi, durata da aprile a fine luglio, ma quando c’è stata la quasi-conferma del 15% le situazioni si sono un po’ sbloccate». Incertezza reciproca, sottolinea Sozzi, che ha coinvolto l’azienda al pari dei suoi clienti statunitensi: «così come viviamo noi nel dubbio rispetto alle comunicazioni che arrivano dalla Casa Bianca, anche i nostri clienti negli Usa sono titubanti. Avevamo in corso alcune trattative di apertura di showroom su alcune piazze importanti, a Los Angeles e Denver, ma ovviamente ora ci si prende del tempo per capire la situazione. Nell’insieme – sottolinea Sozzi – sono comunque contento dell’anno che stiamo attraversando, abbiamo nuovi importanti potenziali. Non so se senza la vicenda dei dazi avremmo potuto fare di più, ma ci è tuttavia chiaro che, avendo dei prodotti di altissimo livello, la componente prezzo certamente conta ma non è dirimente sulla scelta di acquisto dei nostri clienti».

Gli altri mercati principali di esportazione di Sozzi Arredamenti, azienda da sempre internazionalizzata, sono, storicamente, la Cina e l’intera area asiatica, oltre al Medio Oriente. Un mercato, quest’ultimo, «che sta funzionando decisamente bene – aggiunge Sozzi – e che quest’anno, sui nostri risultati, ha fatto davvero la differenza, mentre il mercato cinese è piuttosto statico rispetto al passato. Facciamo anche spedizioni in Italia, lavorando in modo significativo per il settore degli yacht, ma in definitiva per navi sostanzialmente estere».

L’Europa continua ad essere un mercato importante per Promemoria, dall’Inghilterra alla Germania, al Belgio, al Sud della Francia, alla Svizzera, «tuttavia – aggiunge Sozzi – manca la spinta degli anni d’oro della Germania, la quale si sta in parte riprendendo dalle difficoltà di un comparto auto che ha impattato sul complesso dell’economia tedesca».

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