Il Medioevo rivive al castel Grumello

La rievocazione storica è stata possibile grazie all’iniziativa e all’impegno del gruppo Fai giovani. Nove attori hanno inscenato momenti di vita quotidiana

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MONTAGNA IN VALTELLINA

Non una semplice dimostrazione, ma una living history. Cioè “storia vivente”, un’attività che ha incorporato strumenti storici, attività e vestiti in una presentazione interattiva che ha cercato di dare agli osservatori e ai partecipanti la sensazione di tornare indietro nel tempo.
Ed è stato proprio così, nel week end appena trascorso, a castel Grumello a Montagna in Valtellina dove si è tenuta la prima rievocazione storica “Fai Medioevo al Grumello” promossa dal Fai Giovani di Sondrio. Il Medioevo concentrato nella parte residenziale del castello, la più affascinante peraltro. E i visitatori hanno molto apprezzato e, perché no, si sono divertiti fra ufficio della condotta, cucina, usi e costumi delle dame, tecniche della tessitura e scherma storica proposti dal gruppo “Lo scrigno del tempo”.
«Dietro ci sono tante ore di studio e pratica - spiega il presidente del gruppo, Antonio Scardini affiancato dal vicepresidente Fabio Bastante -, pure una miriade di tentativi e fallimenti perché per migliorare serve anche quello. Noi stessi ci occupiamo di ricostruire accessori, abbigliamento e arredi del Medioevo e può capitare magari di sbagliare la spina di un tavolo e di doverla rifare in modo più fedele. Ma crediamo che sia importante che quanto mostriamo sia scientificamente provato».
Il gruppo - ieri nove erano gli attori a Montagna - è formato da una ventina di persone fra costruttori e atleti, visto che i due progetti che viaggiano in parallelo sono la ricostruzione del tardo Medioevo e quella della scherma storica. Obiettivi principali: divertirsi (e, vedendo l’esperienza di ieri, divertire) e studiare. «Possiamo dire che siamo a metà fra i topi da biblioteca e Indiana Jones - prosegue Scardini -, perché alcuni lavori manuali sono pesanti. Nel gruppo ci sono tessitori, sarti, lavoratori del cuoio, studiosi di scherma, artigiani del legno».
Punto di forza, che i valtellinesi hanno potuto scoprire nel week end appena passato, è proprio la storia dal vivo.
Gli attori hanno proposto uno spaccato realistico di quello che avveniva nel Medioevo, si sono mossi come se fossero in quell’epoca e non davanti a spettatori del 2019. Molto curiosa la parte della cucina con due ricette storiche, una in ambito tedesco ed una inglese.
La prima, risalente al XIV secolo e cucinata sabato, era un “pollo alla greca”, ovvero carne di pollo e maiale pre-arrostita finita con salsa di vino bianco, zenzero e miele; ieri, invece, è stato preparato davanti al pubblico un pollo arrostito a mezza cottura e finito di cuocere nel latte, con erbe provenzali e zafferano. Il profumo ha risvegliato l’odorato della gente che è stata coinvolta anche nella living history. Un ufficiale di condotta ha interrogato e arruolato persone dal pubblico coinvolgendole direttamente, mentre le donne hanno inscenato alcuni quadri, come la tessitura a tavoletta, il ricamo con il punto Baieux e le acconciature con le forcelle.

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