Il nuovo oratorio è realtà: taglio del nastro con l’arcivescovo

I nuovi spazi parrocchiali in centro Lecco inaugurati da monsignor Delpini e dalle autorità. «Un dono della Chiesa a tutta la comunità locale»

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Lecco

Inaugurazione piena di significati cristiani quella di ieri sera officiata all’oratorio San Luigi dall’arcivescovo di Milano Monsignor Mario Delpini. La sua domanda è stata profonda e interroga tutta la comunità: «A che cosa serve la comunità cristiana? Che cosa fa? Come è stato ricordato da monsignor Bortolo Uberti, il dono che la comunità cristiana fa alla città è il dono della cura per i più piccoli, la scuola d’infanzia; è il dono dell’accoglienza per i più poveri, la casa della carità; è il dono della cura per i più fragili, dalla fondazione Borsieri alla casa di cura Talamoni; è il dono di un’accoglienza per educare le giovani generazioni. Quindi questo offre la Chiesa: tutto un insieme, un cuore, che interpreta tanti bisogni e cerca di soddisfarli. Però quest’area, questi doni che la comunità cristiana fa alla città ha un centro, cioè la basilica, cioè la verità cristiana della presenza di Gesù, il luogo dove si può pregare, si può celebrare, si può chiedere il perdono dei peccati».

Insomma, al centro di questo luogo ci sono altre domande importanti: «Come cresce un bambino della scuola dell’infanzia? Che cosa gli serve? Gli serve incontrare e incantarsi di fronte al mistero. Che cosa serve a una persona anziana, malata, fragile, povera? Certo che gli serve il pane, gli servono i servizi. Però la persuasione della comunità cristiana è che a tutti serve prima di tutto la speranza, quella che viene dal centro, da Gesù. E che cosa serve per l’educazione dei ragazzi, degli adolescenti e dei giovani? Certo, serve un oratorio, servono spazi per giocare, spazi per la cultura, spazi per l’amicizia, ma prima di tutto serve avere un riferimento alla speranza che può venire soltanto dalla promessa di Gesù».

Monsignor Delpini ha concluso: «Certo che è bello avere un oratorio nuovo, ma il suo scopo è di portare oltre, di portare più in alto. E quindi io sono qui per benedire questo risultato e questa promessa. Educare i ragazzi, gli adolescenti e i giovani oggi sembra una sfida che lascia sempre insoddisfatti. Ma noi abbiamo questa fiducia nei ragazzi, nei giovani, negli adolescenti. Non sono persone da addestrare per adattarsi a un mondo così complicato. Non è una scuola di addestramento questo luogo dell’educazione. È una scuola in cui seminare la gioia di essere vivi, il desiderio di diventare adulti, la responsabilità degli uni verso gli altri, la bellezza dell’amicizia, la fede come fondamento».

Alla benedizione che ne è seguita, l’applauso liberatorio della Comunità che chiude così virtualmente e idealmente il difficile e accaldato cammino che da maggio ha portato a questa inaugurazione ufficiale. Alla cerimonia e al taglio del nastro hanno partecipato il neo eletto sindaco di Lecco e tutte le autorità civili e militari della città, nessuno escluso. Emozionato Filippo Boscagli, dopo l’introduzione del prevosto Monsignor Bortolo Uberti alla presenza anche del già prevosto monsignor Franco Cecchin. «Questa è praticamente la mia prima uscita ufficiale e non potevo cominciare meglio», ha affermato Boscagli.

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