Calcio Lecco, Aliberti non ci gira intorno: «La serie B? Per ora non se ne parla»

Il presidente bluceleste traccia il bilancio della stagione e non lascia troppo spazio all’immaginazione per il prossimo anno

Lettura 2 min.

Lecco

Un Lecco tutto da scrivere, quello del futuro. Di Serie B non se ne parla, almeno per ora. «Valuteremo dal 30 giugno in poi su quale budget contare». Nulla è da escludere, però. Resterà mister Valente? «Deciderà lui». E il ricorso per l’eventuale divieto di trasferta? «Si farà, ma non voglio più vedere cose del genere». Il terreno di gioco? «Si rifà settimana prossima».

Tanta, tantissima carne al fuoco nella conferenza stampa di fine anno. Aniello Aliberti, più imprenditore di calcio che presidente calcistico, più pragmatico che enfatico, più uomo del buon senso che arruffapopolo, parla chiaro. Prima una premessa d’obbligo: «Sono estremamente contento della stagione che si è appena conclusa. Onestamente il nostro obiettivo l’avevamo già dichiarato senza remore: arrivare ai play off. Abbiamo sforato il secondo posto perché siamo finiti quarti, per quella partita di Crema, e comunque ritengo che sia stata comunque un’ottima annata. Abbiamo poi superato i due turni, eccetera. A Catania siamo riusciti a fare tre gol in uno stadio che ne aveva preso uno in 15-16 partite. Quindi onestamente resta sempre l’amaro in bocca perché eri lì a un passo, si poteva ancora sperare, però voglio dire, sono estremamente contento, non solo per la prima squadra, ma devo dire che è stato un anno favoloso anche per la Primavera e per le giovanili».

Detto questo, del diman non v’è certezza, se non che Aliberti e la sua famiglia non molleranno. «Detto ciò, dobbiamo stabilire ovviamente quali sono i budget da mettere a disposizione. Quest’anno abbiamo sforato e non di poco. Abbiamo sforato perché alla chiusura del calciomercato noi avevamo due calciatori a cui era difficile dire di no (Zanellato e Sipos? N.d.r.), che costavano e comunque per fare un buon campionato li abbiamo confermati. Abbiamo fatto qualche innesto poi dopo, non da poco, a gennaio e quindi è andata come è andata. Il mio progetto da tre anni rimane; la mia intenzione è di restare. Però devo fare anche delle valutazioni: sono due anni che io cerco azionisti, e seri non ne ho mai trovati tranne faccendieri vari, per cui vado avanti io. Se uno entra nel Lecco deve essere persona specchiata, pulita, senza nessun tipo di margine. Ma una persona così fino ad oggi non l’abbiamo trovata. Ma prima di stabilire qual è il budget, bisogna vedere chi può entrare in società. Abbiamo delle trattative, abbiamo delle società che sono interessate per sviluppare dei progetti soprattutto a livello giovanile, per fare un’Academy e quindi già quello è un elemento. Io mi sono dato come tempo il 30 giugno, quindi noi abbiamo tutto il mese di giugno per valutare quanti saremo. Ovvio che, se sono ancora da solo, pensare di mettere a disposizione un budget notevole (come quello di questa stagione, n.d.r.) ve lo dico subito, è da escludere. Non ci saranno cifre esagerate. Il primo anno ho pagato tutto io, il secondo pure, il terzo anno, se vogliamo fare una squadra competitiva (per la serie B, n.d.r.), ho bisogno di qualcuno che mi dia una mano».

Naturalmente si passerà prima a batter cassa dagli sponsor che, magari, si sentiranno ancora più coinvolti nel progetto Calcio Lecco e Aliberti.

Tutti gli altri discorsi derivano da questa definizione: senza nuovi soci il budget sarà limitato. Con i soci si vedrà. E comunque la base del parco giocatori è già ampia. Valente: «Se vuole restare, e mi ha detto che vuole farlo, resterà. Poi naturalmente, umanamente, se c’è qualcuno che lo chiederà in serie maggiori, allora lo lasceremo andare, se vorrà farlo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA