Cronaca / Circondario
Sabato 18 Aprile 2026
Ancora truffe nel Lecchese: a Rogeno finti sms dal Comune
Non si fermano i tentativi di truffa nel territorio lecchese: a Rogeno scatta l’allarme per sms fraudolenti sulla Tari, mentre episodi analoghi si registrano anche a Bulciago e Oggiono. Il finto carabiniere arrestato negli scorsi giorni potrebbe aver colpito anche a Calolziocorte
Rogeno, Oggiono, Calolziocorte
Non si placano i tentativi di truffa nel Lecchese.
Anche a Rogeno è allarme per i finti messaggi Sms ai contribuenti, che sembrano partire dal Comune, invece sono una insidiosa truffa. Lancia l’allarme il sindaco di Rogeno, Matteo Redaelli: «Ci vengono segnalate da cittadini Sms ricevuti in merito a presunte posizioni Tari irregolari. I cittadini vengono invitati a contattare un numero telefonico per chiarimenti su mancati versamenti della tassa sui rifiuti, ma - sottolinea Redaelli - si tratta, in realtà, di un raggiro. Gli Sms vengono inviati ai cittadini per segnalare presunte irregolarità nei pagamenti e i messaggi li invitano a contattare numeri a pagamento che, ovviamente, non hanno niente a che fare con le amministrazioni comunali. La nostra amministrazione, ovviamente - dice Redaelli - non ha inviato questi messaggi. Il rischio, per chi dovesse effettivamente contattare i numeri indicati, è quello di addebiti elevati, proprio perché si tratta di utenze truffa, e persino di furto dei dati personali e bancari. Pertanto - raccomanda il sindaco - non bisogna assolutamente rispondere al messaggio, non si deve richiamare il numero e non vanno forniti dati come Iban, codice fiscale, password. In generale, è bene ricordare che il Comune comunica peraltro solo tramite canali ufficiali: posta, Pec, sito istituzionale, canali social ufficiali e non chiede mai contatti urgenti tramite cellulare o numeri, tantomeno a pagamento. Per qualsiasi dubbio sulla propria posizione Tari, poi - conclude Redaelli - basta contattare direttamente l’ufficio Tributi del Comune».
Simili tentativi sono avvenuti anche a Bulciago e a Oggiono, dove entrambe le amministrazioni comunali hanno subito diffuso analoghi avvisi ai concittadini. Inoltre, Oggiono è salito alla ribalta delle cronache nelle scorse ore anche per la truffa del finto carabiniere, andata a segno ai danni di una residente di 88 anni alla quale sono stati così sottratti circa 10.000 euro, ma il malfattore non è andato fortunatamente lontano: infatti i carabinieri della stazione di Oggiono lo hanno arrestato subito dopo, in flagranza di reato: si tratta di un cittadino italiano di 36 anni residente a Napoli.
Il tempestivo intervento dei carabinieri è seguito a diverse segnalazioni giunte al 112: di conseguenza, sono stati intensificati i controlli, soprattutto sulla stazione ferroviaria di Oggiono, ritenuta il crocevia di possibili spostamenti dei malintenzionati e proprio lì i carabinieri hanno individuato un uomo che, con fare sospetto, tentava di sottrarsi al controllo e, una volta fermato, è risultato in possesso del denaro.
Commenta al riguardo il sindaco di Oggiono, Chiara Narciso: «Esprimiamo soddisfazione per questa operazione di contrasto all’odioso fenomeno delle truffe agli anziani. Pensiamo, d’altronde, che, in aggiunta al lavoro prezioso delle forze dell’ordine, sia importantissimo anche per noi come amministrazione comunale continuare a lavorare ancora tanto sulla prevenzione. Il nostro Comune ha già organizzato recentemente un incontro molto partecipato nella sede del Centro Anziani con l’Associazione Nazionale Carabinieri, sezione di Oggiono, ma dovremo evidentemente farne ancora, per dare più strumenti possibile alle persone fragili, per non rimanere vittima di questi fenomeni». P.Zuc.
Il truffatore napoletano tra l’altro potrebbe essere lo stesso autore del raggiro ai danni di una coppia di sessantenni a Calolziocorte. La truffa è stata messa in atto martedì mattina e, stando alle prime ricostruzioni, non sarebbe nemmeno l’unico episodio registrato nel Comune della Valle San Martino.
Vittima del raggiro una coppia di circa sessant’anni che abita nella frazione di Sala. «I due - racconta un conoscente della famiglia, che preferisce restare anonimo - sono stati contattati da persone che si sono spacciate per carabinieri e hanno riferito che la targa della loro auto era stata utilizzata in una rapina in gioielleria».
Per chiarire la situazione, i falsi militari hanno chiesto all’uomo di recarsi subito al comando di Lecco. L’uomo si è messo in viaggio, ma mentre era diretto in città i truffatori hanno attuato la seconda fase del piano. Hanno ricontattato l’abitazione chiedendo alla donna, rimasta sola, di poter effettuare un controllo sui gioielli presenti, per escludere collegamenti con la refurtiva della rapina. La donna, senza sospettare, ha acconsentito. Poco dopo si sono presentate alla porta due persone, in borghese ma, a quanto pare, con pantaloni riconducibili all’Arma. Hanno chiesto di visionare i gioielli e, una volta ottenuti, hanno spiegato che li avrebbero portati in caserma per accertamenti. La donna li ha consegnati. Solo in seguito si è resa conto dell’accaduto, quando ormai era troppo tardi. Il bottino, secondo una prima stima, è di circa 5 mila euro.
La famiglia di Calolziocorte non sarebbe però l’unica ad essere caduta nel raggiro. L’arresto del trentenne napoletano a Oggiono potrebbe rappresentare un primo sviluppo. Nei prossimi giorni i carabinieri dovrebbero contattare le famiglie coinvolte per eventuali riconoscimenti, così da verificare se dietro gli episodi ci sia la stessa persona fermata dai militari. F.Alf.
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