Cronaca / Circondario
Sabato 11 Luglio 2026
«Ha svuotato i conti di un’anziana»: avvocata lecchese a processo
La donna avrebbe approfittato della condizione dell’assistita. Contestato un bonifico da 700 euro, ma per l’accusa si parlerebbe di quasi 90mila euro
Lettura 1 min.Lecco
L’accusa, per quanto grave, resta “limitata” a un bonifico da 700 euro che l’imputata, un’avvocata del foro di Lecco, avrebbe effettuato a suo favore dal conto corrente di una signora ottantaquattrenne di Calolziocorte, le cui disponibilità finanziarie erano sotto la sua gestione in qualità di amministratrice di sostegno. Ma secondo i legali dell’anziana, le somme sottratte indebitamente sono decisamente più consistenti, nell’ordine di “oltre novantamila euro”, considerando un arco temporale di una decina di anni. Dal punto di vista giudiziario, nei confronti dell’avvocata pende attualmente la richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di peculato, per un solo episodio peraltro molto risalente nel tempo, addirittura all’anno 2017. Una prima udienza davanti al gup Gianluca Piantadosi è già stata celebrata, ma il magistrato ha rinviato ad altra data, successiva alla pausa estiva per decidere sulle numerose eccezioni preliminari avanzate dalla difesa (rappresentata dall’avvocata Anna Maria Assini, del foro di Firenze).
Secondo quanto contestato dalla procura, l’avvocata lecchese (già coinvolta in una accusa simile in passato, dalla quale era stata prosciolta) in qualità di amministratrice di sostegno della donna di Calolzio, si sarebbe appropriata della somma di 700 euro, indicando nella causale del bonifico l’indicazione relativa all’acquisto di una “poltrona letto”. Una memoria redatta dalla parte offesa attraverso il proprio ufficio legale, tuttavia, chiede che il pubblico ministero integri il capo di imputazione (o comunque che il gup disponga un supplemento di indagini) contestando l’aggravante della continuazione della presunta “condotta distrattiva”, elevando l’importo a “novantamila euro”.
Secondo la legale dell’anziana, infatti, l’accusa per la quale la professionista del lecchese si trova davanti al giudice per l’udienza preliminare “rappresenta solo la punta dell’iceberg di una sistematica quanto decennale condotta distrattiva”, approfittando dello stato di “minorata difesa fisica” della parte offesa. Stando a questa tesi, l’imputata “ha abusato della propria delega sul conto dell’assistita per drenare sistematicamente liquidità”. L’istanza si basa su una consulenza tecnica disposta dalla procura, che avrebbe evidenziato numerosi prelievi in contanti risalenti da due conti correnti, uno bancario e uno postale per “oltre 50mila euro”, oltre alla liquidazione di “autocompensi non autorizzati”, e alla presunta distrazione di contributi pubblici legati all’invalidità dell’ottantaquattrenne di Calolziocorte.
Va evidenziato, comunque, che si tratta di presunte condotte illecite piuttosto risalenti nel tempo, per le quali va considerata l’incombenza della prescrizione del reato. Negli anni, infatti, il fascicolo è passato di mano tra gli uffici della procura, subendo di fatto gli avvicendamenti dei pubblici ministeri in Corso Promessi Sposi.
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