Cronaca / Circondario
Mercoledì 22 Luglio 2026
Baby Gang a processo con rito abbreviato per il mitra mostrato nel videoclip: udienza l’8 settembre
Il trapper originario di Calolziocorte ha scelto il rito abbreviato nell’inchiesta sul fucile d’assalto esibito nel video di Mocro Mafia. Tra gli undici imputati c’è anche Simba La Rue. L’arma era stata sequestrata nel Lecchese e collegata dagli investigatori alle immagini del videoclip
Lettura 1 min.Calolziocorte
Quell’arma, un fucile mitragliatore d’assalto, esibita in alcuni video che accompagnano brani come Mocro Mafia, uno dei tanti successi di Zacaria Mouhib, che da Caloloziocorte ha trovato il successo in Italia e all’estero nella musica. Il trapper ha scelto il rito abbreviato, che verrà celebrato durante l’udienza fissata l’8 settembre davanti al gup Salvatore Catalano, per l’accusa di possesso di armi, che vede coinvolti in tutto 11 imputati, tra i quali il collega Simba la Rue (Mohamed Lamine Saida), che compare negli stessi video in cui si fa sfoggio del mitra (per questo caso era indagato a piede libero).
E’ una delle tante vicende giudiziarie che stanno segnando la vita e la carriera di Baby Gang, che per la detenzione di una pistola trovata in camera d’albergo di Milano dopo una “comparsata” a un’esibizione dell’altro rapper vimercatese Emis Killa, è già stato condannato a due anni e 8 mesi con l’abbreviato dal tribunale del capoluogo.
Nel caso dell’arma mostrata in Mocro Mafia, si trattava di un modello VZ58 marca C.Z. di fabbricazione cecoslovacca sequestrato il 4 gennaio 2024 a un trentaquattrenne italiano (Simone Sacchi) che l’avrebbe custodito per conto terzi e consegnato a coloro che l’avrebbero poi recapitato a Mouhib. Gli investigatori avevano confrontato l’arma sequestrata con le foto prese dai filmati disponibili sui social, riscontrando “gli stessi graffi sulla parte in ferro che collega la canna dell’arma al castello, le stesse scalfitture della parte in legno sottostante alla canna (tra cui una fessura dalla forma sinuosa piuttosto evidente), lo stesso danneggiamento della brunitura sul calciolo pieghevole e sulle parti in metallo che collegano la canna al castello”.
A procurarlo ai due rapper sarebbero stati i fratelli macedoni Mevljiudin e Mevljian Hetem, 23 e 29 anni. Una famiglia radicata nella provincia di Lecco (la zona di Ballabio) finiti in questa vicenda non solo per i reati relativi alle armi, ma anche per un presunto traffico di droga che vede il coinvolgimento di altri imputati. Anche i due macedoni hanno scelto l’abbreviato, con il relativo sconto di pena concesso per legge, mentre la posizione del padre e dello zio dei due è stata stralciata per il patteggiamento (la sorella, anche lei coinvolta, discute l’udienza preliminare).
Baby Gang, nei mesi scorsi, era stato raggiunto anche da una ulteriore contestazione della procura di maltrattamenti alla compagna, che ha sempre respinto con decisione.
Il 23enne Simba La Rue (originario di Merone) era stato invece arrestato lo scorso anno in Spagna, a Barcellona, in esecuzione di un provvedimento di cumulo pene per due condanne definitive a suo carico: i 4 anni e 6 mesi nel processo della stessa sparatoria avvenuta contro un gruppo di senegalesi tra il 2 e il 3 luglio 2022 al Tocqueville, uno dei locali della movida milanese, e i 3 anni, 9 mesi e 10 giorni per la cosiddetta «faida tra trapper». Simba La Rue, dopo la prima condanna definitiva, aveva ottenuto un differimento pena per motivi di salute.
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