Calolzio: bimba disabile senza servoscala, Colosimo pronto all’esposto in Procura

La vicenda della famiglia costretta a convivere con le barriere architettoniche in una palazzina Aler approda alla Procura. Il consigliere Diego Colosimo minaccia un esposto e una diffida agli enti coinvolti se non verrà individuata rapidamente una soluzione adeguata per la bambina disabile e la madre

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Calolziocorte

Un esposto alla Procura della Repubblica per fare in modo Aler installi un servoscala nella palazzina dove abita una mamma con i suoi due figli, tra cui una ragazzina disabile di 9 anni. Dopo avere sollevato la questione mesi fa, Diego Colosimo è pronto a passare alle vie di fatto se, a brevissimo, chi di dovere non troverà una soluzione adeguata alle esigenze della famiglia.

La problematica, raccontata ad aprile, riguarda una mamma separata che vive in un appartamento al primo piano nelle palazzina di via Di Vittorio, costretta quattro volte al giorno a trasportare a spalla la bimba di 9 anni su e giù per le scale quando non è la sorella maggiore di 13 a farlo. A costringerla alla faticaccia, complicata anche dai problemi personali alle gambe, la mancanza dell’ascensore. Proprio per questo, da quattro anni ormai, ovvero da quando ha ricevuto in assegnazione l’appartamento, chiede ad Aler un’altra sistemazione.

Qualche mese fa, un appartamento nella palazzina accanto si è liberato ma Aler ha spiegato di non poterglielo assegnare perché ci sono le graduatorie da rispettare. Ecco allora la richiesta di installare un servoscala.

«Qualche giorno fa - racconta la mamma della ragazzina - quelli di Aler sono venuti a fare il sopralluogo ma, alla fine, non si è deciso nulla. Ci hanno detto chiaramente che non intendono installare il servoscala agganciato al muro perché troppo costoso. Hanno proposto un servo-scala assistito. Ma lo stesso tecnico sostiene che non è sicuro, viste le dimensioni della carrozzina di mia figlia e il fatto che io ho problemi alle gambe».

Da qui l’ennesimo intervento di Diego Colosimo, capogruppo di minoranza, che ha minacciato l’esposto se non si troverà al più presto una soluzione. «La soluzione proposta non sarebbe idonea, sia per le dimensioni della carrozzina sia per i rischi connessi all’utilizzo da parte della madre, che presenta a sua volta difficoltà motorie - afferma il capogruppo di Cambia Calolzio. Che osserva l’assurdità di sminuire le difficoltà vissute dalla famiglia per il fatto che vengono quotidianamente affrontate e superate -. Come se il fatto che una madre, per necessità e non per scelta, sia costretta ogni giorno a fare su e giù dalle scale potesse diventare una giustificazione per non intervenire. Come se la fatica quotidiana, solo perché ripetuta nel tempo, smettesse di essere fatica».

Per Colosimo, la soluzione migliore è proprio quella richiesta dalla famiglia e che preveda l’assegnazione di «un appartamento vicino, più adatto alle esigenze della famiglia, che potrebbe consentire di superare alla radice il problema delle barriere architettoniche».

Sino ad oggi non è stato possibile. Chissà se la diffida che Colosimo si appresta ad inviare ad ALER, ATS e Comune di Calolziocorte, oltre all’esposto alla Procura della Repubblica, permetteranno agli enti di trovare la strada per risolvere definitivamente i problemi della famiglia, che non intende arrendersi.

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