Calolzio, morì dopo l’incidente: 10 mesi alla donna alla guida dell’auto

Il tribunale di Lecco ha condannato a dieci mesi, con pena sospesa, una 41enne accusata di aver provocato l’incidente costato la vita al 63enne Valter Tavola. Per la donna anche la sospensione della patente per due anni

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Calolziocorte

Lo scontro tra auto e moto nel mese di aprile 2023, l’agonia, durata dieci mesi, prima del decesso. E oggi la sentenza del tribunale di Lecco (giudice Giulia Barazzetta) a dieci mesi di reclusione con la condizionale e la sospensione della patente per due anni, oltre alla non menzione della condanna al casellario giudiziale.

La decisione è stata pronunciata nei confronti di una 41enne di nazionalità marocchina accusata di omicidio stradale per aver provocato la morte del 63enne Valter Tavola, avvenuta in corso Dante Alighieri, a febbraio di due anni fa, dieci mesi dopo, cioè, dopo l’incidente avvenuto tra la moto Bmw condotta dal 63enne e l’autovettura con la signora al volante.

Da quel tragico 14 aprile 2023 il motociclista non si era più ripreso e per quasi un anno era rimasto immobilizzato in condizioni critiche all’ospedale di Circolo, a Varese. Quel giorno, in sella alla sua Bmw F700 GS, Tavola procedeva in direzione Lecco. Al momento del passaggio della motocicletta, dalla laterale via Cerri si era immessa l’automobile, una Bmw 320, anch’essa diretta verso Lecco. L’impatto era stato inevitabile: Tavola aveva urtato lo spigolo anteriore destro della vettura, per poi finire a terra. La caduta era stata estremamente violenta. La vittima aveva compiuto un volo in aria di alcuni metri, perdendo il casco una volta finto sull’asfalto. La situazione era apparsa fin dai primi momenti in tutta la sua gracità ai soccorritori accorsi sul posto assieme agli equipaggi delle forze dell’ordine.

Tavola aveva lavorato a lungo con il fratello Arnaldo, affiancandolo nella sua attività di idraulico, anche se la sua carriera lavorativa la aveva finita alle dipendenze di una azienda della provincia di Bergamo. Una volta sopraggiunto il decesso, l’accusa per l’imputata si è tramutata in quella più grave di omicidio stradale. Secondo quanto appreso, i familiari di Tavola hanno già ricevuto un indennizzo da parte dell’assicurazione per il grave danno subito.

Nei confronti della donna, la pubblica accusa aveva chiesto la condanna a un anno e otto mesi. Più mite il provvedimento del giudice Barazzetta. Il processo si è basato sulle consulenze di parte, disposte per la ricostruzione della dinamica dell’incidente. La difesa ha puntato sulla circostanza della velocità tenuta dalla vittima al momento del sinistro, che, come dimostrato dal consulente, se fosse stata meno sostenuta, non avrebbe portato conseguenze così drammatiche.

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