Cronaca / Circondario
Mercoledì 25 Marzo 2026
Calolziocorte, 700 bambini in marcia per la pace
Un appello all’inclusione sulle note di ’On ecrit sur les murs’ e con le ’7 regole della gentilezza’ individuate dagli studenti di Vercurago.
Calolziocorte
Abbattere i muri dell’indifferenza e aprire finestre sull’altro, scegliendo sempre la gentilezza al posto delle armi.
È il messaggio che gli oltre 700 bambini dalla scuola dell’infanzia alle scuole superiori hanno lanciato al mondo intero partecipando alla marcia della pace questa mattina a Calolziocorte.
A fare da sottofondo al loro appello, le parole di “On ecrit sur le murs” di Kids United. Nel testo si legge: «Disegniamo tutto quel che vorremmo dire, scriviamo sui muri la forza dei nostri sogni. Le nostre speranze a forma di graffiti, scriviamo sui muri così che l’amore aumenti un bel giorno sul mondo addormentato, delle parole solamente accennate per non dimenticare, per cambiare tutto».
Quel muro, i bambini lo hanno disegnato. E dietro lo hanno riempito di visi sorridenti e fiduciosi in un futuro davvero senza confini, come ha sottolineato il sindaco di Vercurago Roberto Maggi nel suo intervento. «I confini non ci sono. Viviamo tutti nello stesso mondo. Solo con la gentilezza si può costruire la pace».
Parole che hanno ripreso i messaggi lanciati dai ragazzi intervenuti prima delle autorità. «Per costruire la pace bastano parole gentili, di inclusione, che dicono non è giusto quando vediamo qualcosa che ferisce gli altri». «Il muro – ha osservato un’altra – rappresenta l’indifferenza quando facciamo finta di non vedere. Dentro quel muro, noi vogliamo aprire una finestra, per andare oltre l’odio e il rancore».
Basta seguire le “7 regole della gentilezza”, individuate dagli studenti delle scuole di Vercurago.
Inviti a cui tutti i bambini hanno risposto con entusiasmo, regalando sorrisi e seguendo immediatamente il consiglio del vice sindaco di Calolziocorte, Aldo Valsecchi, che citando Charlie Chaplin, ha detto che un giorno senza sorrisi è un giorno perso.
«È vero che i bambini giocano alla guerra – ha infine concluso il sindaco di Vercurago – ma è anche vero che quello è un istinto e in quanto tale può essere cambiato».
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