Cronaca / Circondario
Lunedì 27 Aprile 2026
Calolziocorte: scatta il divieto nei parchi durante le allerte meteo
Parchi e viali alberati chiusi ai pedoni ogni volta che la Protezione civile di Regione Lombardia emette un’allerta meteo arancione o rossa. Lo stabilisce un’ordinanza firmata dal sindaco di Calolziocorte, Marco Ghezzi
Calolziocorte
Parchi e viali alberati vietati ai pedoni ogni volta che la Protezione civile di Regione Lombardia emette un’allerta arancione o rossa. Lo ha stabilito con un’ordinanza il sindaco di Calolziocorte, Marco Ghezzi.
«Sempre più spesso - spiega - da parte della Protezione civile arrivano allerte. Il tempo inoltre sta cambiando. In via preventiva, per evitare incidenti, ho quindi deciso di emettere l’ordinanza».
L’ordinanza, firmata dal primo cittadino pochi giorni fa, prevede il divieto di stazionamento e transito nelle aree verdi pubbliche del territorio comunale in presenza di eventi meteorologici avversi.
Il divieto scatta in due situazioni: quando vengono diramate allerte meteo di codice arancione o rosso da Regione Lombardia – Protezione civile o da altri enti competenti, oppure in presenza di vento forte e persistente e temporali intensi. In questi casi è vietato sia sostare sotto alberature pubbliche o ad uso pubblico, con particolare riferimento agli esemplari di medio e alto fusto, sia transitare a piedi all’interno di parchi pubblici, giardini e aree verdi comunali. Il provvedimento si applica su tutto il territorio comunale, in tutte le aree pubbliche o aperte al pubblico caratterizzate dalla presenza di alberature.
Sul piano operativo, toccherà alla Polizia locale e alle Forze dell’ordine far rispettare quanto previsto dall’ordinanza. Nel caso, l’Ufficio servizi manutenzioni esterne potrà anche procedere all’installazione di segnaletica e all’eventuale transennamento delle aree più frequentate. Per le situazioni più a rischio, ci potrà essere il supporto del gruppo di protezione civile.
Chi viola l’ordinanza è soggetto alla sanzione amministrativa prevista dall’art. 7-bis del decreto legislativo 267 del 2000, salvo che il fatto costituisca reato. La sanzione pecuniaria potrà andare da 25 a 500 euro.
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