Chiusura del ponte di Brivio, allarme viabilità

Colosimo (Cambia Calolzio) scrive alla Regione: con la chiusura del ponte di Brivio, il traffico si riverserà su Corso Europa. Urgente un intervento per evitare il collasso.

Calolziocorte

Con la chiusura del ponte di Brivio, tutto il traffico si riverserà sulla ex 639. Questo significa che milioni di auto transiteranno lungo il ponticello di Corso Europa, a Sala, dove da quattro anni l’amministrazione del sindaco Marco Ghezzi ha imposto limitazioni stringenti.

Per problemi strutturali, infatti, nel 2022, il Comune ha stabilito che, per motivi strutturali, i mezzi con peso superiore alle 7,5 tonnellate transitino con velocità non superiori ai 30 km all’ora.

Diego Colosimo, capogruppo di Cambia Calolzio, lo ha rammentato scrivendo una preoccupata lettera a Claudia Maria Terzi, assessore alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile di Regione Lombardia.

Colosimo ricorda che il Comune di Calolziocorte, proprio un paio di mesi fa, ha previsto di intervenire sul ponte con un intervento del costo di 200 mila euro già quest’anno. Per finanziare l’opera, il Comune ha avanzato richiesta di finanziamento al ministero delle Infrastrutture. Colosimo tuttavia sottolinea che tale intervento dovrà necessariamente avvenire prima della chiusura del viadotto di Brivio - prevista a inizio aprile - e del conseguente aumento di traffico.

Se questo non avverrà, si rischia un «cedimento strutturale o una chiusura improvvisa per motivi di sicurezza» durante il periodo di cantiere del ponte di Brivio, determinando «la paralisi dell’intero asse Lecco–Bergamo, senza alternative immediate».

Nella lettera, inviata per conoscenza a Prefettura, Anas e Comuni interessati, evidenzia criticità strutturali significative, legate alla vetustà del manufatto, al degrado dei materiali e agli effetti delle vibrazioni indotte dal traffico.

E conclude affermando che il rischio «non è astratto» e l’eventuale cedimento determinerebbe «la paralisi dell’intero asse Lecco–Bergamo», con «gravi disagi per la mobilità quotidiana, per i servizi di emergenza e per l’economia del territorio». In tale scenario diverrebbero necessari interventi urgenti «con costi significativamente superiori» rispetto a quelli di un intervento programmato.

Proprio per questo motivo, chiede che «l’avvio dei lavori sul ponte di Brivio debba necessariamente essere subordinato all’effettivo inizio e avanzamento dell’intervento di messa in sicurezza del ponte di Calolziocorte».

Nella sua richiesta, il capogruppo di Cambia Calolzio ritiene che «i soggetti sovracomunali competenti si facciano carico della messa in sicurezza dell’intero tracciato viario interessato dall’aumento dei flussi», in particolare nei comuni di Cisano Bergamasco, Calolziocorte, Olginate, Calco e Airuno.

Tra le misure indicate ci sono l’adeguamento della segnaletica stradale, il rafforzamento dei guardrail, il miglioramento dell’illuminazione pubblica e la messa in sicurezza delle intersezioni più critiche.

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