Moregallo, tornano due focolai. Intanto i Comuni fanno squadra contro gli incendi

I nuovi punti di fumo sono visibili anche da Lecco: non indicano necessariamente una ripartenza del rogo, ma la situazione resta delicata. Intanto Valmadrera lancia l’appello per una strategia comune: Galbiate, Civate, Cesana e Malgrate rafforzano le misure di prevenzione e invitano alla massima prudenza

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Valmadrera

Nuova allerta sul monte Moregallo dopo il devastante incendio dei giorni scorsi. Nel tardo pomeriggio di oggi sono comparsi due nuovi focolai ben visibili da Lecco. Un segnale da non sottovalutare e da monitorare, ma che che non significa necessariamente la ripresa del rogo: in un’area già interessata dalle fiamme, infatti, possono riaccendersi punti ancora caldi anche a distanza di giorni.

Proprio il rischio di ripartenze ha mantenuto alta l’attenzione anche dopo lo spegnimento dei fronti principali. Il terreno del Moregallo, fortemente provato dalla lunga fase di caldo e siccità, continua quindi a richiedere monitoraggio: Vigili del fuoco e amministrazione di Valmadrera seguono l’evolversi della situazione.

I Comuni fanno squadra

Intanto le amministrazioni comunali del circondario rispondono all’appello del Comune di Valmadrera per una strategia comune di prevenzione degli incendi. Il sindaco, Cesare Colombo, aveva parlato nei giorni scorsi di «azioni da concordare con la Comunità Montana e con i sindaci dei Comuni limitrofi affinché ci sia una visione complessiva della problematica, dato che ovviamente il fuoco non guarda ai confini».

A Galbiate - in pieno Monte Barro, e a ridosso del Ferragosto - il sindaco Piergiovanni Montanelli firma l’ordinanza di «divieto di accensione di fuochi, di utilizzo di fuochi d’artificio e ogni altro dispositivo che possa costituire innesco». La presa di posizione di Galbiate è quindi assoluta; tra l’altro, mette in evidenza la differenza di strategie rispetto, per esempio, al Comune di Mandello che - seppur direttamente interessato dall’incendio del Moregallo nella sua periferia più estrema - l’altra sera ha fatto sì che in paese si svolgesse ugualmente uno spettacolo pirotecnico.

Al contrario, l’amministrazione di Cesana - ai piedi del vicino Cornizzolo - già aveva revocato i fuochi artificiali del 9 agosto che dovevano celebrare la festa patronale: «Non ci sono le condizioni e intendiamo anche dare un segnale di vicinanza alla comunità di Valmadrera», aveva detto il sindaco, Luisa Airoldi.

Sempre alle pendici del Cornizzolo, e confinante con Valmadrera, il sindaco di Civate, Angelo Isella, emana l’ordinanza motivata da «temperature elevate, precipitazioni assenti e diffuso stress della vegetazione». Aggiunge: «Sono ancora in corso incendi e focolai, pertanto concordiamo sul fatto che sia necessario adottare, in via cautelativa e temporanea, un provvedimento di divieto di accensione di qualsiasi tipo di fuoco, anche per la ripulitura dagli sterpi, nonché di utilizzo dei fuochi d’artificio e di ogni altro dispositivo; invitiamo altresì a utilizzare con la massima cautela fornelli, candele, torce, a evitare il deposito di materiali infiammabili o combustibili (quali carburanti, bombole di gas, legname e materiali analoghi) in aree potenzialmente esposte al passaggio del fuoco in caso di incendio boschivo, mantenendo sgombre dalla vegetazione secca e dai materiali combustibili le pertinenze di abitazioni e capanni».

A Malgrate - che rientra nel Parco Monte Barro - il sindaco Michele Peccati invita a «tenere comportamenti che prevengano lo sviluppo di incendi», raccomanda di «evitare di accendere fuochi di qualsiasi tipo, compresi barbecue; non utilizzare fuochi d’artificio; fare attenzione a fornelli, candele, torce e rinviare tutte le attività che comportino l’impiego del fuoco fino a condizioni meteo più favorevoli».

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