Da Civate al Cornizzolo, un sentiero dedicato al cardinal Martini

In vista del centenario dalla nascita, nel 2027, Regione Lombardia stanzia 140mila euro per realizzare due itinerari commemorativi tra Lecco e Como, passando dai luoghi legati alla figura dell’arcivescovo

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Civate

Un sentiero verrà dedicato al cardinale Carlo Maria Martini, che avrà come punto di arrivo la vetta del Cornizzolo. Sul versante comasco e, cioè, sui Corni di Canzo l’itinerario, di circa 12 chilometri, con dislivello positivo di 760 metri, ripercorrerà sentieri già esistenti e su quello lecchese passerà per la basilica di San Pietro al Monte di Civate: qui sarà di 6 chilometri, con dislivello positivo di 890 metri. L’occasione è il centenario della nascita dell’Arcivescovo emerito di Milano, che ricorrerà nel 2027.

Ne dà l’annuncio l’assessore regionale alla Montagna, Massimo Sertori: «Realizzeremo il “Sentiero del cardinale Carlo Maria Martini” tra Lecco e Como in convenzione con l’Ente regionale per i servizi nell’agricoltura e nelle foreste Ersaf. Abbiamo pensato a quest’azione commemorativa scegliendo di attuarla nella Foresta regionale dei Corni di Canzo, di proprietà di Regione, appunto, e di portarla avanti in accordo con la Diocesi di Milano come concreto ricordo dei 100 anni dalla nascita del pastore che tanto ha segnato la Chiesa ambrosiana. Il territorio prescelto non è certamente casuale - aggiunge Sertori - Anzi, è proprio il lungo in cui si ricordano, il mercoledì, le passeggiate solitarie del cardinal Martini lungo la via delle Alpi che sale da Gajum a Terz’alpe, e naturalmente senza dimenticare la benedizione, impartita da parte del cardinale stesso, sulla nuova Croce sul Monte Cornizzolo il 22 settembre 1996».

Evidenzia l’assessore: «Sono stati stanziati 140.000 euro della parte regionale del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane Fosmit». I principali punti toccati dal Sentiero, oltre alla Croce in vetta, saranno l’eremo di San Miro, nel cuore della val Ravella; la Riserva Naturale del Sasso Malascarpa, con le sue emergenze geologiche e gli spettacolari panorami su Lecco e sul Lario; nonché Prim’Alpe, centro di educazione ambientale, dove un belvedere sulla Val Ravella offre spazi di raccoglimento e meditazione.

Si tratta di un percorso quasi interamente nella Foresta regionale dei Corni di Canzo, percorribile in 6 ore e con difficoltà E (escursionistico), a un’ora di distanza dalla stazione ferroviaria di Canzo. La partenza è dalla fonte Gajum.

L’itinerario lecchese, parallelamente, viene individuato ad anello sul versante lecchese, da Civate passando per la basilica di San an Pietro al Monte, che permette di raggiungere la vetta del Cornizzolo, in questo caso in 6 chilometri andata e ritorno, ma sempre con tempo di percorrenza di 6 ore e difficoltà E; la partenza è a Civate, dal parcheggio sotto la località Pozzo, proseguendo poi per la Basilica di San Pietro al Monte, il rifugio Sec “Marisa Consigliere” e il rientro a Civate passando per il Dosso della Guardia. Anche Civate è servito dalla stazione ferroviaria.

Per l’assessore regionale Sartori «si viene pertanto a definire un percorso a doppio anello molto panoramico che consente di raggiungere il punto emblematico della vetta del Cornizzolo con possibilità di accedere ai punti di partenza coi mezzi di trasporto pubblico. La Foresta dei Corni di Canzo - sottolinea l’assessore - è ampia 450 ettari e rappresenta un’area importante anche per la fruizione turistica. La proposta lecchese, pur con un dislivello maggiore, regala poi, nel ritorno, un sentiero molto panoramico e la costante vista dei laghi briantei. Gli interventi previsti - aggiunge l’assessore - prevedono azioni di messa in sicurezza della rete sentieristica, opere a corredo del percorso e la posa della segnaletica specifica per fruire del “Sentiero del cardinale Martini”, che contribuiranno a rafforzarne l’identità, con molteplici obiettivi: sul piano sociale e culturale, valorizzeremo un itinerario tematico che coniuga l’escursionismo con la riflessione e la meditazione; sul piano ambientale, mediante la riqualificazione con materiali a basso impatto si metteranno in sicurezza tratti di sentieristica, con un’ulteriore valenza che sarà di incrementare l’attrattività dell’area e promuoverne una fruizione più ampia, nonché destagionalizzata».

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