Furti in chiesa: un anno a Fusi, già condannato per la morte di Jennifer Alcani

Condanna a un anno per il furto di un crocifisso dalla chiesetta di San Rocco a Maggianico e assoluzione per un’altra contestazione: è la decisione del giudice nei confronti di Massimo Fusi, 23 anni, già condannato in via definitiva a tre anni per la morte di Jennifer Alcani

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Lecco

Condannato a un anno per il furto di un crocifisso dalla chiesetta intitolata a San Rocco, a Maggianico, e assolto da altre due accuse di sottrazione di “beni di riverenza”.

La decisione l’ha presa il giudice Paolo Salvatore nei confronti di Massimo Fusi, 23 anni, il giovane già condannato in via definitiva a tre anni di reclusione per la morte della tredicenne Jennifer Alcani.

Il ragazzo era di nuovo a processo per la sparizione degli oggetti sacri sottratti nel 2022 dalle chiese di San Rocco e da quella intitolata a San Martino Vescovo a Calolziocorte.

Su uno dei capi di imputazione, l’accusa è caduta con la decadenza di un’aggravante e la mancanza di querela da parte dell’ex arciprete di Calolzio don Giancarlo Scarpellini. Relativamente alle altre due contestazioni, invece, la pronuncia è stata alterna, un’assoluzione e la condanna a un anno.

La refurtiva, seppur danneggiata, era stata recuperata quattro anni fa dagli investigatori della Squadra mobile: una cassetta per le offerte in legno, tre offertori in metallo, una base di un crocifisso, un crocifisso in legno, e la placcatura in ottone del crocifisso stesso. Oggetti sottoposti a sequestro e poi restituiti ai due parroci, don Ottavio Villa per Maggianico e don Scarpellini per Calolzio. Nel rione lecchese, l’allarme era scattato la mattina di venerdì 5 agosto 2022, quando i primi fedeli giunti in chiesa avevano notato l’assenza del crocifisso posizionato sull’altare, probabilmente rubato durante la notte precedente. Pochi giorni più tardi si era verificato un secondo episodio, ancora una volta nella chiesetta di San Rocco, negli stessi minuti in cui il parroco celebrava la Messa.

Massimo Fusi sta scontando la pena per omicidio stradale relativamente alla morte di Jennifer Alcani in una comunità, agli arresti domiciliari. Il 23enne, difeso dall’avvocato Vittorio Possenti, è il giovane che sfrecciava con la vettura a 150 all’ora, poco prima dello schianto contro un muro in cemento, nei pressi dell’intersezione tra la 72 e la statale 36 ad Abbadia Lariana. La condanna a 3 anni è diventata definitiva nelle scorse settimane, dopo la pronuncia di inammissibilità del ricorso in appello.

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