Cronaca / Circondario
Sabato 08 Agosto 2026
Incendio sul Moregallo, le indagini. Ipotesi falò fuori controllo all’origine del rogo
Quattro giorni di fiamme tra boschi e crinali. Il sospetto sull’innesco sopra la galleria dopo Paré
Lettura 1 min.Valmadrera
Un falò sfuggito al controllo di chi lo ha acceso o, forse, il gesto di un piromane. Quasi certamente c’è la mano dell’uomo – per colpa o per dolo – dietro all’incendio che da martedì sera sta bruciando sul monte Moregallo, con più di duecento ettari di prati e bosco già mangiati dalle fiamme.
A dover far luce su quanto accaduto sono i carabinieri forestali di Lecco che proprio in queste ore stanno effettuando una serie di ispezioni, nelle zone vicine al fronte dell’incendio, per cercare di ricostruire l’origine del rogo.
Una prima pista che si sta valutando porta a un gruppo di giovani che martedì sera stava passando la serata nella zona sopra alla galleria del Moregallo, dove si trova un vecchio tunnel di collegamento. Erano i più vicini alla zona dell’incendio, quando i carabinieri del nucleo navale hanno avvistato i primi focolai. I ragazzi, però, avrebbero negato un proprio coinvolgimento. Inoltre -allo stato attuale – non è possibile affermare che abbiano acceso un fuoco, poi sfuggito al loro controllo.
Al momento, dunque, non è nemmeno esclusa la pista del piromane e cioè del gesto intenzionale. A supporto di questa ipotesi, l’origine di un secondo incendio – indipendente dal principale – in località San Tomaso, poco sopra all’abitato di Valmadrera. In questo caso gli elementi raccolti farebbero pensare in maniera più certa al gesto volontario. La stessa mano o quella di un emulatore, dovranno essere le indagini a dirlo.
Sta di fatto che, al quarto giorno dall’inizio del rogo, è ormai possibile tracciare il “cammino” delle fiamme lungo il vertice orientale del Triangolo Lariano, attraverso i dirupi e i canaloni impervi del Moregallo e, sul versante valmadrerese, attraverso i boschi che uniscono San Tomaso allo sperone di Preguda.
Martedì pomeriggio l’innesco è quello della zona sopra le cave e le gallerie verso Onno. Il fumo si alza dal versante mandellese, la notte successiva il fronte ingloba tutta la parte orientale del Moregallo, si spinge verso la riserva Malascarpa e sopra la Lariana ed è soprattutto dalle Caviate e da Abbadia che la visione delle fiamme risulta drammatica.
A partire dalla fine del secondo giorno, e poi per tutto il terzo, il fronte dell’incendio si avvicina al crinale occidentale e, di fatto, lo supera ampliandosi sopra Valmadrera e lambendo lo sperone di Preguda. Tra terzo e quarto giorno diversi roghi minori, dei quali si dovrà appurare le modalità di innesco (che, al momento, appaiono autonome da quelle del fronte principale del Moregallo) si sviluppano anche sui pendii intorno a San Tomaso, con gli elicotteri impegnati dapprima a spegnerli e poi, dal pomeriggio di ieri a spegnerne il ritorno di fiamma causato dal vento.
Nel complesso, i quattro giorni (e altrettante notti) di fiamme nei boschi e lungo i crinali tra Moregge e Valmadrera hanno interessato oltre duecento ettari di terreno e messo a rischio diverse abitazioni sia sul lato di Valmadrera (in zona via Preguda) sia sul fronte della località Moregallo, di pertinenza del Comune di Mandello.
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