Lecco-Bergamo, a Calolzio si fa la conta degli indennizzi

Il sindaco convocherà una commissione per raccogliere le richieste. La cifra stimata è di 15 milioni di euro. Chiesto già un incremento del 30%

Calolzio

Prima di andare a Roma e partecipare alla conferenza di servizi decisoria successiva alla presentazione del progetto della variante alla Lecco-Bergamo, il sindaco di Calolziocorte Marco Ghezzi convocherà una commissione invitando tutti i membri della minoranza. L’obiettivo è «raccogliere le richieste di indennizzo da avanzare a Simico nel momento in cui partiranno il lavori». «Personalmente - ricorda Ghezzi - ho una lista di richieste di cui ho già parlato più volte. Intendo sentire i consiglieri di minoranza per raccogliere eventuali suggerimenti. Si tratta di una procedura che abbiamo seguito anche recentemente, nel momento in cui abbiamo presentato il progetto di teleriscaldamento e che intendiamo seguire anche in questo caso».

La commissione sulla variante dell’opera pubblica dovrebbe essere convocata a marzo. Recentemente, è appena stato spostato di un mese, dal 10 febbraio al 10 marzo, il termine di presentazione delle candidature alla gara di progettazione. Sempre a marzo, il primo cittadino di Calolziocorte raccoglierà i suggerimenti che saranno condensati nelle richieste da sottoporre a Simico, Società infrastrutture Milano-Cortina, in capo alla quale c’è la realizzazione dell’intervento infrastrutturale.

«Intendo convocare a marzo una commissione territorio per avere da tutti i consiglieri proposte serie da avanzare al commissario in una prossima conferenza dei servizi decisoria che immagino sarà convocata dopo la presentazione del progetto e prima della gara. L’obbiettivo è quello di ridurre i disagi dei cittadini direttamente interessati dai lavori». Il Comune ha richiesto di aumentare del 30% la quota destinata ai ristori e agli indennizzi per gli espropriandi (inizialmente stimata in circa 15 milioni di euro), in modo da favorire il trasferimento delle attività e compensare i disagi. È stato inoltre chiesto che eventuali risparmi derivanti dalla gara d’appalto vengano utilizzati per rimpolpare ulteriormente questi rimborsi. Poiché il tracciato richiederà l’occupazione temporanea di lungo termine di aree con attività economiche (specialmente lungo Corso Dante), il Comune ha suggerito di non limitarsi a trasferimenti temporanei.

La proposta è di individuare aree industriali dismesse sul territorio per trasferire permanentemente le attività che ne faranno richiesta, permettendo così anche il recupero di zone degradate. Per esempio, prendere in considerazione l’area dell’ex Trafileria Brambilla. Il Comune ha richiesto che, a lavori ultimati, le zone interessate dagli scavi vengano completamente riqualificate, trasformandole in parcheggi, aree verdi o spazi pubblici affidati al Comune. Altra richiesta fondamentale è quella che riguarda la manutenzione della tangenzialina per tutto il periodo di durata dei lavori, che comporteranno il transito di moltissimi camion. Infine, non va dimenticata la richiesta di procedere quanto prima alla progettazione e al finanziamento del terzo lotto dell’opera (quello che dal Lavello prosegue verso il ponte Cesare Cantù a Sala), per evitare di avere un’opera monca.

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