Caldo e poche piogge, il livello del Lario scende ancora

A metà luglio la riserva per il bacino dell’Adda e il Lario risulta inferiore del 45,3% rispetto al passato. A Malgrate lago in calo di un metro in un mese. Assessore Sertori: «L’acqua è poca. Abbiamo necessità di gestire con parsimonia la contingenza attuale»

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Premessa obbligatoria: arrivati a questo punto dell’anno, va detto, la situazione rimane pur sempre migliore a confronto con quella del 2022. Ma i dati - di settimana in settimana - fanno sempre più preoccupare: rispetto alla media storica, domenica scorsa le riserve idriche del bacino dell’Adda erano pressoché dimezzate. Ieri il livello del Lago di Como segnava -11 centimetri sotto lo zero idrometrico con una percentuale di riempimento del bacino del 17% e un trend in continuo ribasso nonostante le piogge delle ultime sere. Sostanzialmente un metro in meno rispetto alla media storica del periodo e trenta centimetri sopra il minimo toccato nel 2022 di -40,8 centimetri. Cinque settimane fa il livello era più alto di 115 centimetri.

«Elevate temperature e scarsità di pioggia», aspetti che hanno contraddistinto la prima metà del mese di luglio, non hanno certo aiutato. Ed è così che - stando ai valori dell’ultimo bollettino di Arpa Lombardia - per quanto concerne i territori valtellinesi e lariani siamo a un significativo -45,3% di disponibilità d’acqua.

Il 12 luglio del 2022, quello che ormai viene utilizzato come punto di riferimento in quanto a criticità, la risorsa complessiva per il bacino dell’Adda era pari a 118 milioni di metri cubi, con un preoccupante -70%.

Oggi, appunto, le cose vanno leggermente meglio e siamo a 215 milioni: un dato, questo, che non fa comunque ben sperare, se si considera che il livello medio del ventennio di riferimento 2006-2025 in questa parte dell’anno sfiora i quattrocento milioni di metri cubi.

La situazione locale riflette, nel complesso, il quadro lombardo. Il deficit idrico in regione è pari al 43,4% contro un 60% dello stesso giorno del 2022. Preoccupa, in modo particolare, il bacino del Ticino, con ammanchi addirittura superiori a quelli di quattro anni fa: allora si parlava di un 51% in meno, oggi siamo a quota -53,3%.

Tutti dati, questi, che sono stati illustrati a Palazzo Lombardia dagli assessori regionali Massimo Sertori (Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica) e Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste).

Dal Tavolo convocato nelle scorse ore per contenere i problemi legati alla siccità è emerso che fino al 24 luglio saranno garantiti nuovi volumi d’acqua a sostegno dell’irrigazione, secondo l’accordo concluso con gli operatori idroelettrici. «L’intesa raggiunta – spiega Sertori – è di particolare rilevanza perché garantisce circa 5 milioni di metri cubi al giorno sul bacino dell’Adda, quindi dalla Valtellina fino al Lago di Como, e un milione di metri cubi al giorno per quanto riguarda l’Oglio. Ciò rallenterà la discesa dei nostri laghi e permetterà di proseguire con un’erogazione che ci consente di bagnare ancora i campi».

«Siamo partiti tre mesi fa con un deficit importante di risorsa idrica – ricorda l’assessore Sertori – e il Tavolo ha deciso di attuare una gestione parsimoniosa, considerando anche le previsioni a disposizione. A consuntivo possiamo dire che è stata una strategia vincente anche perché, nonostante la scarsità di acqua, siamo riusciti ad arrivare alla conclusione del primo raccolto per la stragrande maggioranza delle colture e ciò è un elemento sicuramente importante».

Ancora, «il pragmatismo non può che guidare le nostre scelte perché l’acqua è poca e gli interessi diversi. Abbiamo necessità di gestire la contingenza attuale», conclude.

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