Manganello, mazza da baseball e coltello in auto: denunciato calolziese a Como

Un ventunenne residente a Calolziocorte è stato fermato e denunciato dalla polizia di Como. Durante un controllo sono state trovate armi nella sua auto.

Calolziocorte

In giro nel cuore della notte, con tutto l’armamentario per una spedizione punitiva in piena regola: il manganello infilato nella portiera, coltello e pure mazza da baseball nel bagagliaio. L’automobilista controllato dalla polizia di Como la notte tra il 6 e mercoledì 7 gennaio, ha 21 anni ed è un cittadino residente a Calolziocorte. Gli agenti della Questura lariana lo hanno denunciato a piede libero per il reato di porto abusivo di armi e oggetti atti a offendere. Secondo quanto riferito, il controllo è avvenuto verso le 2.30 del mattino. La volante era impegnata nel servizio ordinario di pattuglia e controllo del territorio lungo via Cecilio, a Como. A bordo della vettura c’erano due giovani. Non è chiaro il motivo della loro presenza in città a quell’ora. Al volante c’era il 21enne di Calolzio, di fianco a lui, invece, un altro ragazzo ventenne, anch’egli residente in provincia di Lecco. Sul conto di quest’ultimo, a seguito di controllo nella banca dati della polizia, sono emerse precedenti denunce a carico.

Sin dai primi momenti dopo «l’alt» intimato dalle forze dell’ordine, il 21enne di Calolzio avrebbe mostrato segni di insofferenza e nervosismo per la presenza della polizia. Da un sommario controllo iniziale, agli agenti non è sfuggita la presenza, all’interno del portaoggetti della portiera anteriore, di un manganello telescopico in metallo di circa 60 centimetri. Si tratta di un bastone retrattile che può essere usato come arma e può avere effetti micidiali. La scoperta ha spinto i poliziotti a una più accurata ispezione sia del veicolo che dei due occupanti. Dalla perquisizione sono spuntati dunque un coltello a serramanico di circa 16 centimetri di lunghezza e una mazza da baseball in metallo adagiata nel bagagliaio. Una volta negli uffici della Questura, i poliziotti hanno sequestrato il materiale e per il 21enne della provincia lecchese è scattata appunto la denuncia per porto abusivo d’armi ed oggetti atti a offendere, disciplinato dalle norme del codice penale e da una legge ad hoc del 1975. Tale normativa punisce chiunque porti fuori dalla propria abitazione, senza giustificato motivo, vari oggetti che possono anche essere usati per nuocere contro le altre persone (dalle mazze ferrate, alle noccoliere o agli sfollagente, per citarne alcune) e prevede la pena dell’arresto da uno a tre anni, con l’ammenda da 3 mila a 20 mila euro, che aumenta da tre a sei anni, con ammenda da 5 mila a 20 mila euro quando il fatto è commesso da persona non munita di licenza. La stessa norma prevede altre sanzioni nel caso questo tipo di oggetti sia portato in caso di «riunione pubblica». Una volta formalizzato il verbale, i due ragazzi della provincia lecchese sono stati rilasciati.

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