Nameless al Bione, treni notturni e navette

Dal 30 maggio al 1° giugno il maxi evento internazionale ritorna al Bione, dove era nato nel 2013. Il fondatore: «Convogli extra a fine spettacolo per rientrare a Milano, i bus per evitare il problema parcheggi»

Lecco

Tredici anni dopo il debutto del 2013, il Nameless Festival torna dove tutto è iniziato: il Bione di Lecco. Dal 30 maggio al 1° giugno, l’edizione 2026 riporterà infatti migliaia di persone nel capoluogo, dopo gli anni trascorsi tra Barzio e l’area della Poncia di Annone, con una formula che punta sempre più su accessibilità, mobilità sostenibile e integrazione con il territorio.

Alberto Fumagalli, fondatore del festival, guarda all’edizione di quest’anno con la convinzione di aver intrapreso una direzione precisa.

I trasporti

La novità principale riguarda proprio i trasporti. Nameless ha infatti annunciato un treno speciale notturno che collegherà il festival con Milano Porta Garibaldi a fine serata. «L’obiettivo è, chiaramente, di cercare di evitare che la gente venga in auto, ridurre l’impatto sia a livello di traffico che a livello di inquinamento e garantire una via semplice per raggiungere il festival», spiega Fumagalli. A questo si aggiungerà un servizio bus dedicato su tutto il territorio, da Calolzio a Civate.

Il ritorno al Bione viene letto dagli organizzatori anche come un’occasione per costruire un rapporto più stretto con la città. «Per la prima volta abbiamo un evento che ha una bellissima accessibilità pedonale, con le piste ciclopedonali – aggiunge - Non possiamo che essere felici di quello che stiamo andando a costruire e delle sinergie che stiamo provando a creare insieme alla città di Lecco». Fumagalli parla di un dialogo «molto sereno e collaborativo con tutte le istituzioni» e ringrazia apertamente amministrazione comunale, autorità coinvolte, società sportive e gestori dell’impianto «per aver creduto in questa idea».

Sul fronte artistico, il patron di Nameless definisce il cartellone «molto eterogeneo, molto elettronico», con alcune novità legate all’evoluzione della scena musicale. Tra i nomi di punta ci saranno Calvin Harris, Fisher e John Summit. «Harris è il più grande artista che abbiamo mai avuto a Nameless – sottolinea - Accanto agli headliner ci saranno anche fenomeni vari, come Tony Pitony, e alcune sorprese, con un artista non annunciato al giorno in main stage».

Il festival, intanto, sta già mostrando i suoi effetti sul turismo locale. «Siamo di nuovo finiti in trend su Airbnb con un’esplosione delle ricerche», racconta Fumagalli, sottolineando come trovare alloggi disponibili durante i giorni dell’evento sia diventato particolarmente difficile. L’evento sarà inoltre preceduto dalla Lake Como Music Week, in programma dal 26 maggio al 1° giugno. Secondo il fondatore del Nameless, il ritorno in città ha favorito una diversa modalità di vivere l’evento: «Anche la scelta di spostarci in “centro” ha favorito l’aumento della richiesta di posti letto per anche un turismo consapevole di persone che non vedevano l’ora di trovare un festival da vivere magari muovendosi a piedi, in comodità».

Dopo il momento invernale organizzato in Valsassina, il festival punta inoltre a diventare un appuntamento distribuito durante l’anno. «L’inverno è stato un piccolo grande esperimento, un inizio di un qualcosa. Siamo sicuri che continuerà perché comunque è stato un successo sotto tutti i punti di vista».

Ma il significato più forte resta quello simbolico del ritorno a casa. «È una grande, bellissima scommessa che siamo stati felici di giocare», conclude Fumagalli. «Siamo convinti che i segreti della riuscita di un festival siano la location e lo storytelling».

Il Bione, in questo senso, rappresenta molto più di un semplice spazio per concerti: «Poter raccontare la storia di un festival che sta esattamente di fianco al lago, in mezzo alle nostre montagne e comodamente raggiungibile a piedi dal centro città è qualcosa di impagabile».

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