Cronaca / Circondario
Lunedì 17 Agosto 2026
Nomadi in auto a Calolziocorte: montano tende nei parcheggi
Non arrivano più con le roulotte: dopo l’installazione delle sbarre, le persone tornano con le automobili. Il vice sindaco segnala problemi di decoro urbano.
Lettura 1 min.Calolziocorte
Al Lavello di Calolziocorte sono tornati i nomadi. Non più con le roulotte nei soliti parcheggi dove stazionavano in passato, ormai inaccessibili dopo l’installazione delle sbarre da parte dell’amministrazione comunale, ma in altri spiazzi e con le automobili.
Ad accorgersene sono stati alcuni calolziesi, la cui attenzione, nel corso delle ultime settimane, è stata più volte attirata dalla comparsa di tende nella zona del parcheggio davanti alla Fontana oppure in quello utilizzato dal dancing. I nomadi arrivano a bordo delle proprie automobili e, dopo un po’, dal bagagliaio estraggono e montano una tenda dove trascorrono la notte. «Si tratta di un fenomeno che ormai va avanti da circa un mese» - conferma il vice sindaco Aldo Valsecchi -. «Arrivano tre, quattro, cinque auto che parcheggiano o davanti alla Fontana o nella zona del dancing del Lavello. Quando vengono avvistati, mandiamo la polizia locale. Sono intervenuti anche i carabinieri. Ogni volta promettono di andarsene nel giro di qualche ora, dopo avere mangiato. Non sempre però accade. Di tanto in tanto, pur non potendolo fare, montano la tenda e trascorrono la notte nel parcheggio».
Poi, l’indomani mattina, così come erano arrivati, se ne vanno. Non è chiaro dove lascino le roulotte. Qualcuno sostiene che si fermino a Olginate, ma potrebbe darsi che sostino altrove. Quel che è certo è che, per trascorrere la notte, preferiscono Calolziocorte. Una preferenza per il capoluogo della Valle San Martino che era stata notata dagli amministratori negli anni passati, costretti a blindare l’accesso agli ampi parcheggi in zona Lavello con le sbarre. Prima era toccato ai due lungo viale De Gasperi. Quindi, alla fine, a quello nuovo sopra al Lavello. Un investimento costato decine di migliaia di euro, che in piazza Vittorio Veneto avevano deciso di affrontare nella speranza di risolvere alla radice i problemi legati a questi bivacchi abusivi.
Per qualche tempo, la soluzione era sembrata efficace: di nomadi non se ne erano più visti. Ora, invece, anche se sotto forma diversa, il fenomeno torna a manifestarsi. E con esso le conseguenze. «Il problema è il decoro urbano» - ricorda Valsecchi -. «Per questo insistiamo, con polizia locale e carabinieri, affinché se ne vadano. Tuttavia non possiamo fare altro: non possiamo chiudere i parcheggi o l’acqua delle fontanelle, danneggeremmo l’intera cittadinanza. Possiamo soltanto multare, quando c’è una violazione, ma non sempre la riscossione è certa». Da parte sua, il sindaco Marco Ghezzi si è impegnato a cercare una soluzione efficace se il fenomeno dovesse intensificarsi. Per il momento, l’unico intervento attuabile è quello di inviare gli agenti della polizia locale chiedendo ai nomadi di andarsene.
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