Ponte chiuso a Brivio, giorno due: traffico in aumento

Le conseguenze più pesanti sono state patite da coloro hanno percorso la Sp 54. Con code e intasamenti da Calusco a Paderno al mattino e viceversa nel tardo pomeriggio. Dopo una settimana di osservazioni, previsto un «affinamento dei tempi del semaforo del ponte»

Brivio

I lavori del raddoppio ferroviario della tratta tra Ponte San Pietro e Bergamo non termineranno nel 2026 ma si protrarranno nel 2027. Di conseguenza, per tutta la durata della chiusura del ponte di Brivio, non ci sarà alcuna alternativa per i pendolari che si muovono lungo la tratta. È quanto confermato in consiglio regionale dall’assessore Claudia Terzi a Gian Mario Fragomeli, che interrogava la giunta sulle contromisure per alleviare i disagi dei prossimi 15 mesi.

«Per quanto riguarda le tempistiche dei lavori di realizzazione ferroviaria Bergamo – Ponte San Pietro, anche Regione Lombardia ha un’interlocuzione aperta con Rfi per avere dei ritorni precisi rispetto ai ritardi accumulati, che RFI sta cercando di contenere il più possibile», ha risposto l’assessore.

«Purtroppo - il commento del consigliere dem - questo significa che chi dovrà muoversi lungo la tratta, dovrà sobbarcarsi il traffico veicolare per tutto il periodo». Fragomeli ha anche sollecitato la sistemazione dell’asfalto del tratto lecchese della ex 639, da Calolziocorte a Cisano Bergamasco. «È molto ammalorato. Occorre perciò procedere alla messa in sicurezza prima che avvengano incidenti. Magari con lavori notturni».

«In merito alla nuova asfaltatura e a un investimento ulteriore sulla manutenzione stradale della ex 639, visto il crescente passaggio di mezzi pesanti, abbiamo già avanzato ad Anas questa richiesta per le vie brevi e la formalizzeremo già nei prossimi giorni», ha assicurato l’assessore.

Nel frattempo, nella giornata di oggi, gli automobilisti che si sono messi al volante hanno sperimentato gli effetti sul traffico del secondo giorno di chiusura del ponte tra Brivio e Cisano. Nonostante la pioggia, i tempi di percorrenza sono risultati grosso modo quelli del primo giorno. Da Merate a Cisano servivano attorno ai 30 minuti passando per il ponte Cantù a Olginate. Tempi in linea con quelli da Lecco per la stessa destinazione, attraversando nel medesimo punto.

Più lungo, invece, il viaggio da Nibionno a Cisano, con un leggero aumento nel corso della giornata. Ancora una volta, le conseguenze più pesanti sono state patite da coloro hanno percorso la Sp 54. Con code e intasamenti da Calusco a Paderno al mattino e viceversa nel tardo pomeriggio.

«Nel pomeriggio - conferma il sindaco di Paderno, Giampaolo Torchio - abbiamo notato un importante incremento del traffico di avvicinamento. Per ora, solo su strade esterne, come la Sp 54 e via Festini. Complessivamente, il traffico su tutto il territorio risulta rallentato. I tempi di percorrenza anche da Merate verso Paderno sono aumentati, con ripercussioni sui territorio tutt’attorno».

Con il sindaco di Calusco d’Adda, quello di Paderno ha concordato un «affinamento dei tempi del semaforo del ponte», che verrà effettuato dopo una settimana di osservazioni. «La situazione del traffico nella nostra zona era già vicina alla saturazione. Con la chiusura del ponte di Brivio, si è andati oltre. La chiusura del ponte conferma quanto già sapevamo e ci convince del fatto che lo stesso accadrà quando sarà costruito il nuovo San Michele, con il nostro territorio che continuerà ad essere utilizzato per l’attraversamento non essendoci alternative più a sud».

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