Cronaca / Circondario
Lunedì 21 Settembre 2026
Quarto ponte, De Capitani perde la pazienza: «Dal 28 settembre mi trasferisco nel cantiere»
Dopo i ritardi nel ripristino del parco Addio Monti, il sindaco di Pescate annuncia una protesta a oltranza. «Non mi accontenterò del solito escavatore che muove qualche pietra. Voglio ruspe e camion al lavoro»
Lettura 2 min.Pescate
Il sindaco di Pescate Dante De Capitani ha perso la pazienza. Al centro della sua protesta ci sono i ritardi nel ripristino del parco Addio Monti, l’area interessata dal cantiere per la realizzazione della nuova corsia del ponte Manzoni, il cosiddetto Quarto ponte. E ora il primo cittadino annuncia un’iniziativa clamorosa: se entro il 28 settembre non riprenderanno concretamente i lavori, si trasferirà personalmente nell’area di cantiere, ogni giorno, a tempo indeterminato.
«Sulla vicenda del ripristino dell’area di cantiere del nostro parco Addio Monti, adesso ho perso la pazienza e intervengo a modo mio», esordisce De Capitani. Il sindaco riconosce ad Anas e alla ditta costruttrice Aleandri Spa di aver lavorato con «eccellente organizzazione e tempismo» per completare e aprire la nuova corsia del ponte, arrivando a concludere i lavori una settimana prima del previsto. Ma il suo giudizio cambia radicalmente quando si passa al ripristino del parco.
«È stata una cocente delusione, visto che a tutt’oggi i lavori, a parte togliere i sassi dal fiume, non sono praticamente mai iniziati», sostiene. Gli incontri, le riunioni e le telefonate avuti finora, aggiunge, si sarebbero rivelati soltanto tentativi di giustificare una situazione che considera ormai inaccettabile. Il credito di fiducia accumulato durante la realizzazione dell’opera, prosegue, «è stato via via eroso fino ad esaurirsi».
De Capitani ipotizza che Anas e impresa abbiano concentrato gli sforzi sulla conclusione dell’infrastruttura in vista delle Olimpiadi, per poi rallentare o fermarsi e dedicarsi ad altri cantieri precedentemente messi in pausa. Un’interpretazione che il sindaco accompagna però alla richiesta di un’immediata ripresa delle attività, senza ulteriori giustificazioni.
La protesta dal 28 settembre
La scadenza fissata dal primo cittadino è lunedì 28 settembre, alle 7 del mattino. Se non vedrà ripartire i lavori con un dispiego adeguato di uomini e mezzi, De Capitani promette di insediarsi nel cantiere per protestare contro quella che definisce «un’intollerabile situazione».
«Hanno una settimana di tempo per organizzarsi e iniziare finalmente i lavori», scrive il sindaco, precisando di volere «un bel dispiego di mezzi e di uomini in grado di lavorare celermente». Non sarà sufficiente, avverte, la presenza di un solo escavatore impegnato a spostare qualche pietra per dare l’impressione che il cantiere sia operativo.
La protesta, nelle intenzioni annunciate, sarà personale e senza una scadenza prestabilita. De Capitani spiega che resterà sul posto con il proprio cane e il pickup, utilizzato come base logistica, per tutta la giornata, escludendo soltanto la notte: «Non ho più l’età per passare le notti all’addiaccio». Nel frattempo, sarà la vicesindaco a occuparsi dell’amministrazione comunale durante la sua assenza.
«Il parco deve tornare più bello di prima»
A motivare la mobilitazione è anche la funzione che il parco Addio Monti svolge per Pescate e per l’intero territorio. Il sindaco sottolinea come residenti e visitatori attendano di poter tornare a percorrere le ciclabili, utilizzare le aree di sosta e godere dei panorami sul lago, ripristinando anche il collegamento con le altre piste ciclopedonali, attualmente interrotto.
De Capitani spiega di aver mantenuto finora un atteggiamento paziente per un «debito di riconoscenza» nei confronti di chi aveva contribuito a realizzare il progetto del Quarto ponte, considerato un sogno per il paese. Ma ora, afferma, quel debito è esaurito: «Adesso vantiamo solo crediti che devono essere riscossi».
La conclusione del messaggio è una promessa e, insieme, un’ulteriore sollecitazione ad Anas e all’impresa: «E lo saranno presto perché quel parco deve tornare più bello di prima».
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