Smart working dai Caraibi, «Scelta motivata»

«La scelta è motivata e va rispettata». La Rsu esprime solidarietà al dipendente dell’ufficio tecnico del Comune di Calolzio a cui è stato concesso lo smart working dai Caraibi. Situazioni delicate dietro il provvedimento

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Calolziocorte

Solidarietà al dipendente dell’ufficio tecnico a cui l’amministrazione di Calolziocorte ha concesso lo smartworking dai Caraibi.

Sulla vicenda, sollevata da un comunicato dei due gruppi di opposizione Cambia Calolzio e Bene Comune, interviene l’Rsu dei dipendenti comunali, che si schiera con il responsabile dell’ufficio tecnico e giudica «eccessiva» ed «evitabile» l’evidenza data alla vicenda.

Secondo l’organismo dei lavoratori del Comune di Calolziocorte, insomma, la vicenda avrebbe dovuto rimanere confinata all’interno delle mura del palazzo municipale di via Vittorio Veneto, non essere data in pasto all’opinione pubblica. Facendolo, si è invece violata la privacy del dipendente, che è stato regolarmente autorizzato dal segretario comunale e dalla giunta del sindaco Marco Ghezzi a lavorare da una postazione a 8 mila chilometri di distanza.

Come si ricorderà, il Comune ha infatti concesso al dipendente dell’ufficio tecnico, neoassunto, di inframmezzare vacanze e smartworking accompagnando la famiglia a Santo Domingo per l’intero mese di giugno. Una scelta motivata anche dal fatto che, essendo appena entrato in in servizio nel municipio della Valle San Martino, non aveva ancora maturato sufficienti giorni di ferie.

In via Vittorio Veneto hanno così pensato a un lavoro agile del tutto eccezionale, che prevede anche lo spostamento dell’orario lavorativo in avanti di sei ore, per adattarsi al fuso orario della Repubblica Dominicana, ma che, a detta del sindaco Marco Ghezzi, non sta causando alcun tipo di problema nelle comunicazioni quotidiane con gli amministratori e i colleghi di lavoro.

L’Rsu osserva che «dietro a un provvedimento di natura amministrativa vi sono situazioni familiari delicate e scelte personali che meriterebbero di rimanere confinate nella sfera della riservatezza, anziché diventare oggetto di discussione pubblica».

Non la pensano così le minoranze, che hanno voluto raccontare l’episodio non solo perché vi hanno visto una disparità di trattamento tra colleghi ma anche perché preoccupati delle possibili conseguenze a livello di sicurezza informatica, stante la necessità per i lavoratori in smartworking di collegarsi ai sistemi del Comune attraverso canali internazionali.

Ciononostante, l’Rsu esprime apprezzamento per la scelta attuata dall’amministrazione di Calolziocorte, che ha «il merito di aver saputo valutare una situazione straordinaria con la dovuta flessibilità», dando a tutti «un segnale di civiltà e di corretta gestione delle risorse umane».

Un apprezzamento che non esclude, però, una preoccupazione: l’Rsu sostiene che la vicenda abbia «generato un riflesso negativo sull’immagine di tutto il personale del Comune di Calolziocorte» per il fatto di aver rappresentato «la nostra realtà lavorativa attraverso la lente del “privilegio”».

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