Cronaca / Circondario
Venerdì 24 Aprile 2026
Spaccio a Calolziocorte e nelle stazioni, nuovi arresti
Indagine durata un anno della Polizia di Stato di Lecco: ricostruita una rete attiva tra Calolziocorte e la provincia.
Un anno di indagini per smantellare una rete di spaccio che da Calolziocorte si estendeva fino alle stazioni ferroviarie di diversi comuni del territorio. La Polizia di Stato di Lecco ha eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Lecco nei confronti di cinque persone, originarie del Gambia e della Nigeria, ritenute coinvolte in un’attività di vendita di sostanze stupefacenti, in particolare hashish e marijuana.
L’operazione, denominata “Black River”, è il risultato di un’attività investigativa condotta dalla Sezione Antidroga della Squadra Mobile e coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecco. Gli accertamenti hanno permesso di documentare una fitta rete di spaccio attiva soprattutto a Calolziocorte, tra il parco pubblico di viale Alcide De Gasperi e l’area del supermercato MD, ma anche in diverse stazioni ferroviarie della provincia e lungo la linea del Besanino fino a Carnate.
Nel corso delle indagini sono stati denunciati complessivamente otto soggetti, tutti di origine nordafricana, con età compresa tra i 30 e i 40 anni. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe gestito un giro d’affari illecito attivo almeno dal 2020, per un valore stimato di circa 120mila euro e oltre 6mila dosi vendute.
Il sistema era ben organizzato: uno degli indagati si occupava del trasporto della droga dalla Bergamasca al Lecchese, mentre gli altri provvedevano alla distribuzione e alla vendita al dettaglio. Decisivo, per delineare la struttura del gruppo, è stato l’utilizzo delle telecamere presenti nelle aree monitorate, insieme a servizi di osservazione, controllo e pedinamento.
Nel corso dell’operazione la Polizia aveva già effettuato due arresti in flagranza e sequestrato oltre un chilo di sostanze stupefacenti, tra hashish e marijuana, oltre a bilancini di precisione e materiale per il confezionamento.
Sulla base degli elementi raccolti, la Procura ha ottenuto misure cautelari nei confronti degli indagati. Due persone sono state poste agli arresti domiciliari, una delle quali con braccialetto elettronico, mentre per altri tre sono stati disposti il divieto di dimora nella provincia di Lecco, il divieto di dimora a Calolziocorte e l’obbligo di permanenza nel comune di Merate.
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