Cronaca / Circondario
Lunedì 21 Settembre 2026
Valmadrera, bimbo affetto da favismo: il Comune in campo per aiutarlo
Un raggio di 300 metri attorno alla casa e alla scuola di un bambino affetto da favismo: a Valmadrera il sindaco Cesare Colombo ha vietato la coltivazione delle fave nelle aree individuate e imposto ai negozi l’esposizione di cartelli che ne segnalino la vendita
Lettura 1 min.Valmadrera
C’è un bambino la cui vita è a rischio: tutta la città, però, può fare qualcosa - letteralmente - per salvarlo. Un gesto semplice: cioè, nelle vicinanze della sua casa e della scuola non coltivare né trattare nulla che contenga fave. Sembra una fiaba di quelle classiche: un maleficio di qualche strega cattiva ha segnato per sempre la vita del protagonista. Oppure, si può pensare al supereroe per eccellenza: Superman e la kryptonite, che per il piccolo valmadrerese sono, appunto, le fave.
Il sindaco di Valmadrera, Cesare Colombo, spiega: «Il favismo è una malattia ereditaria che può provocare la distruzione dei globuli rossi quando l’organismo entra in contatto con specifici alimenti, tra cui, appunto, le fave». Nel tentativo di contribuire a limitare i rischi per il piccolo concittadino, il sindaco ha emesso un’ordinanza che prevede appunto «le specifiche misure - spiega - per tutelare la persona minorenne affetta da questa patologia, tra cui il divieto assoluto di coltivazione delle fave per un raggio di rispetto prudenziale di 300 metri dal perimetro dell’abitazione del minore e del plesso scolastico dallo stesso frequentato». La mappa è stata pubblicata all’albo pretorio del Comune: individua gran parte del centro storico, nel raggio attorno alle strade laterali all’oratorio, che è all’incirca l’epicentro; inoltre una ulteriore area è circostante via Dell’Asilo.
Oltre a queste zone, il sindaco impone inoltre «l’obbligo per i punti vendita di generi alimentari ricadenti nel territorio comunale, sia su sede fissa (compresi i pubblici esercizi e i ristoranti) sia su aree pubbliche o private, di esporre in modo visibile un cartello di avviso che segnali la presenza e la vendita di fave fresche».
Valmadrera si avvia a diventare un comune “fave free”, dove l’ortaggio - il cui uso è molto comune in cucina e si consuma generalmente fresco per minestre e insalate - viene pressoché messo al bando o comunque «con l’obbligo di commercializzare le fave fresche esclusivamente in confezioni chiuse - aggiunge il sindaco nella sua ordinanza - o posizionate in modo da evitare la dispersione e il contatto accidentale». Tutto ciò, non per un tempo determinato, ma potenzialmente per sempre; il rischio maggiore tuttavia è la presenza in prelavorati oppure una dimenticanza o una svista.
«Il provvedimento - afferma Colombo - è stato adottato sulla base delle indicazioni di Ats Brianza, con la quale, nei mesi scorsi, è stato avviato un confronto per individuare le misure più opportune a tutela della salute della persona interessata». L’ingestione di fave e l’inalazione del loro polline provocano la distruzione improvvisa dei globuli rossi. I sintomi della crisi emolitica insorgono da poche ore a un giorno.
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