Viabilità a Lecco: studio da 50mila euro per il futuro della rete stradale

L’obiettivo è migliorare la viabilità nel Lecchese. I dati sui flussi di traffico guideranno le decisioni su interventi prioritari e risorse necessarie

Lecco

Sarà uno studio del traffico da 50mila euro, pagato al 50% dalla Provincia di Lecco e al 50% dai comuni, a porre le basi per il futuro della viabilità nel circondario lecchese. A partire dai dati che verranno raccolti le istituzioni decideranno quali sono gli interventi prioritari al fine di rendere più fluida una rete viabilistica che da un lato ha beneficiato dell’apertura del quarto ponte ma dall’altro rimane spesso ingolfata anche per via dei frequenti incidenti. Una volta fissate le priorità a livello territoriale, si potrà rafforzare l’interlocuzione con Anas e Regione Lombardia in merito innanzitutto alla ricerca delle risorse economiche necessarie per realizzare gli interventi. L’incarico tecnico per effettuare lo studio del traffico, però, non sarà affidato a breve. Mercoledì sera il Consiglio provinciale ha approvato lo stanziamento dei fondi per coprire la sua quota.

Ora è necessario che i Consigli comunali di Lecco, Valmadrera, Malgrate, Civate, Galbiate e molto probabilmente anche Garlate approvino l’accordo di programma e stanzino a loro volte le risorse necessarie. I nodi da sciogliere sono diversi a partire dal destino dei ponti. Negli scorsi mesi in più occasioni i comuni dell’altra sponda dell’Adda, sostenuti dalla Provincia, hanno chiesto al Comune di Lecco di ampliare gli orari di utilizzo del ponte Azzone Visconti. Di contro, palazzo Bovara ha ribadito a più riprese la necessità di rendere il quarto ponte percorribile anche in uscita dal capoluogo. Per poter ottenere questo risultato, però, è necessario adeguare lo svincolo di Pescate, cosa che, secondo le prime stime di Anas risalenti a fine 2024, richiede un investimento da venti milioni di euro e quasi tre anni tra progettazione e lavori di cui la gran parte necessari per demolire e ricostruire più in alto la rampa di ingresso alla statale 36 a Pescate. C’è poi la questione dell’asse che da Lecco porta verso Valmadrera a Civate. Nonostante siano ormai terminati i lavori per la posa dei tubi del teleriscaldamento, il ponte Kennedy è rimasto a due corsie, una per senso di marcia, per decisione del Comune di Lecco, proprietario della struttura.

La stessa amministrazione ha spiegato che, secondo alcune perizie risalenti al 2021, il viadotto presenta criticità strutturali tali da non rendere più sicuro il mantenimento delle tre corsie di marcia. Per ritornare a quella situazione serve un intervento di consolidamento strutturale del ponte da almeno due milioni di euro. Oltre a capire come reperire le risorse, le istituzioni dovranno stabilire come regolare la viabilità su un ponte Kennedy nuovamente a tre corsie, ovvero se rimettere due corsie in entrata oppure inserire due corsie in uscita da Lecco. Da questo elemento dipende la tipologia di interventi che dovranno essere poi effettuati sulla rotonda all’uscita dal Kennedy a Malgrate, una riqualificazione a cui dovrà essere affiancata la realizzazione di una nuova rotonda sulla provinciale al posto del semaforo di Fabusa. Senza questa ulteriore rotatoria, infatti, difficilmente potrà essere risolto il problema dell’immissione nella rotonda all’uscita dal Kennedy dal lungolago malgratese, oggi pericolosa. In altre parole, i dati sui flussi di traffico servono non solo per capire quale effetto ha portato il quarto ponte ma anche come base di partenza per sistemare tutti gli altri tasselli del puzzle.

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