Autovelox, in provincia di Lecco solo due risultano già omologati
Con l’entrata in vigore del nuovo decreto del Ministero dei Trasporti, la maggior parte dei rilevatori di velocità presenti nel Lecchese dovrà essere sospesa. Solo due dispositivi, approvati dopo l’agosto 2017, possono continuare a funzionare
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Stando ai dati inseriti nel database del Ministero, la gran parte dei dispositivi di rilevazione della velocità utilizzati in provincia di Lecco dovrà essere temporaneamente spenta. È l’effetto dell’entrata in vigore a partire dalla scorsa domenica dell’ultimo decreto del Ministero dei trasporti relativo alla disciplina di questi strumenti e in particolare alla distinzione tra la procedura di approvazione e quella di omologazione.
In sostanza il decreto stabilisce che tutti gli autovelox approvati dal Ministero dopo l’agosto 2017 sono omologati d’ufficio e quindi possono continuare ad essere utilizzati. Tutti gli altri, invece, dovranno essere temporaneamente sospesi in attesa delle verifiche necessarie per ottenere l’omologazione oppure di una loro sostituzione con dispositivi aggiornati.
In previsione di questo momento, lo scorso autunno il Ministero dei trasporti aveva avviato un censimento dei dispositivi di velocità presenti su tutto il territorio nazionale, stabilendo che quelli non inseriti nel database avrebbero dovuto essere spenti a partire dallo scorso 30 novembre. Scorrendo l’elenco, in provincia di Lecco risultano quattordici dispositivi di cui: tredici telelaser, gestiti rispettivamente dalla polizia provinciale e dai comandi di polizia locale di Bellano, Oggiono – Annone, Bosisio – Castello di Brianza – Cesana – Sirone, Osnago – Lomagna, Casatenovo, Merate, Galbiate – Colle Brianza, Olgiate – Calco – Brivio, Robbiate e Lecco; un rilevatore di velocità in modalità istantanea, ovvero un autovelox, gestito dal comando di polizia locale di Nibionno.
Il telelaser gestito dalla polizia di Bellano è usato sulla provinciale 72 mentre quello della polizia di Robbiate viene usato anche nei comuni di Verderio e Paderno d’Adda. Gli unici enti a disporre di due dispositivi sono i comandi di Polizia locale di Merate e Lecco. Secondo quanto riportato nel database, però solo in due casi, ovvero uno dei due telelaser della Polizia locale di Lecco e quello in dotazione al comando di Bosisio – Castello Brianza – Cesana e Sirone, la data del decreto di approvazione del Ministero è successiva all’agosto 2017. Tradotto: tutti gli altri dispositivi sono troppo vecchi e devono essere spenti in attesa di essere sostituti con dispositivi più aggiornati oppure delle verifiche necessarie per la loro omologazione.
A Milano dovranno essere temporaneamente spenti 10 autovelox su 17 ma non quello con limite 50 km/h posto su viale Fulvio Testi, ovvero la “porta d’ingresso” della città per chi arriva dalla statale 36 e dal lecchese.
A livello nazionale invece, a fronte di poco più di 4mila dispositivi censiti, 850 dovranno essere spenti perché privi dei requisiti per l’omologazione mentre 3.150 sono considerati omologati d’ufficio e possono continuare a funzionare. Il provvedimento pone fine ad un vuoto normativo lungo 34 anni e aggravatosi dalla primavera 2024, ovvero da quando la Cassazione aveva stabilito che sono nulle le sanzioni elevate da apparecchi approvati ma non omologati.
Proprio questa confusione normativa negli scorsi mesi aveva frenato l’introduzione dei dispositivi di rilevazione di velocità nella galleria del Monte Barro della statale 36 e nell’attraversamento sotto Lecco.
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