Bellano, il Tribunale: «Lecito criticare il sindaco»
Il primo cittadino Antonio Rusconi aveva presentato due denunce per diffamazione a seguito di articoli contenuti nel notiziario del gruppo di opposizione
Lettura 1 min.Il giudice del Tribunale di Lecco, con provvedimento del 17 marzo, ha dichiarato del tutto infondate le due denunce per diffamazione presentate nel 2024 dal sindaco di Bellano Antonio Rusconi nei confronti del direttore de “Il Progetto”, giornale informativo del gruppo consiliare di minoranza Progetto Comune. Le motivazioni della sentenza sono state pubblicate il 5 maggio.
Nelle pagine del provvedimento si legge che i due articoli contestati «costituiscono l’esercizio pienamente legittimo del diritto di critica politica esercitato dal gruppo consigliare di minoranza a cui il periodico Il Progetto è riconducibile». Il giudice sottolinea inoltre che i contenuti erano espressi «con toni mai irrispettosi o volgari», in assenza di attacchi personali, e riguardavano «vicende di incontestabile interesse collettivo».
Alla luce delle motivazioni, il gruppo Progetto Comune interviene con una dichiarazione: «Non abbiamo mai insultato nessuno e non abbiamo mai diffamato nessuno. Abbiamo fatto opposizione, alla luce del sole, informando i cittadini di Bellano su fatti veri e documentati. Il Tribunale di Lecco lo ha scritto nero su bianco: quella esercitata dal nostro gruppo è stata una critica politica legittima, corretta e di interesse pubblico. Per due anni siamo stati trascinati in un procedimento penale inutile, che ha congelato il confronto democratico e creato un clima pesante in paese. Oggi chiediamo una cosa semplice: che si riparta dal rispetto dei ruoli, dal diritto di critica e da un confronto politico libero, senza minacce giudiziarie. Ai bellanesi diciamo che continueremo a fare il nostro lavoro, senza intimidazioni e senza abbassare la testa».
Le denunce del sindaco riguardavano due episodi. Il primo, la pubblicazione della notizia secondo cui l’azienda privata del sindaco era risultata assegnataria del massimo contributo erogabile dal Bando dei Distretti del commercio del Comune di Bellano, giudicato legittimo ma politicamente inopportuno dalla minoranza. Il secondo, il sostegno espresso dal sindaco a un candidato al Consiglio regionale tramite un volantino inviato agli elettori, nel quale si richiamavano i contributi assegnati negli anni al Comune.
Con la decisione del Tribunale di Lecco, la vicenda giudiziaria si è conclusa. Resta aperto il tema del confronto politico e istituzionale all’interno della comunità bellanese.
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