Colico, rissa in discoteca: assolta la 21enne accusata di lesioni
La giovane era accusata di aver aggredito una 14enne per questioni sentimentali. Nessuno ha testimoniato di aver visto l’imputata colpire la vittima
Colico
Assolta per non aver commesso il fatto, una 21enne del Sondriese a processo per lesioni aggravate in concorso con altre tre ragazze, all’epoca dei fatti minorenni, ai danni di una quarta minore che, all’epoca dei fatti, era il 20 febbraio 2023, aveva 14 anni e che pure era della provincia di Sondrio.
Un parapiglia avvenuto nella notte dentro la discoteca Continental di Colico dove si stava svolgendo uno student party di carnevale, degenerato però, in quanto la vittima aveva raccontato in aula di essere stata prima insultata da alcune ragazze, poi, poco dopo la mezzanotte, accerchiata, spinta a terra e colpita da più persone, afferrata per i capelli e minacciata.
Una lite fra ragazze, quindi, insorta per faccende sentimentali pregresse, alimentate via social, e finita con la vittima portata in pronto soccorso per una piccola ferita al sopracciglio destro senza, però, ulteriori segni compatibili con un’aggressione di gruppo, e con quattro ragazze denunciate. L’unica maggiorenne è andata a processo, mentre le posizioni delle tre minori sono state vagliate dalla Procura e poi archiviate.
Difficile la ricostruzione di quanto accaduto nella notte ai bordi della pista da ballo, perché le versioni fornite dalle persone che hanno assistito alla scena sono state parziali e a tratti discordanti.
Nessuno ha detto di aver visto l’imputata colpire direttamente la vittima e spingerla a terra. Sembrerebbe invece che sia intervenuta in difesa di un’amica e sia finita a terra a sua volta con la vittima. E i più hanno detto di essersi avvicinati al parapiglia dopo che la ragazza era già per terra e di non aver visto altro. C’è chi sostiene che nel parapiglia sia caduta da sola picchiando la testa e procurandosi la ferita sopra l’occhio, tant’è che l’avvocato dell’imputata, Morales Sosa, aveva chiesto il proscioglimento con formula piena, perché il fatto non sussiste.
Venerdì, il giudice del tribunale di Lecco, Gian Maria Marletti, ha optato per l’assoluzione per non aver commesso il fatto, adeguandosi alla richiesta del pubblico ministero, il vice procuratore onorario Mattia Mascaro. Entro i prossimi 30 giorni verranno pubblicate le motivazioni della sentenza.
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