Colico, scontro in consiglio dopo il referendum su Sondrio. Chieste le dimissioni del sindaco
Dopo il referendum, il Consiglio comunale ha sancito la permanenza di Colico a Lecco. Ma il dibattito è stato acceso con accuse reciproche e una richiesta di dimissioni del sindaco Monica Gilardi.
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Colico resta a Lecco. Ormai è certo. Così hanno scelto i cittadini chiamati a esprimere la propria opinione tramite il referendum consultivo del 24 e 25 maggio scorsi. Così ha stabilito il Consiglio comunale riunitosi mercoledì sera.
Tutto tranquillo, quindi? Per niente. Nel corso della seduta, infatti, il dibattito fra maggioranza e gruppi di opposizione è stato decisamente acceso, al punto da portare il sindaco Monica Gilardi a togliere la parola al consigliere Silvia Paroli (esponente di Più Comunità insieme a Enzo Venini), colpevole di aver più volte accusato il segretario comunale Valentina De Amicis di violazione dei regolamenti comunali e altre irregolarità negli atti prodotti, in particolar modo nell’iter che ha portato all’indizione del referendum.
A ciò si è aggiunta la richiesta di dimissioni del sindaco presentata dai consiglieri Guido Plazzotta e Raffaele Grega del gruppo Colico di Tutti.
Un mix esplosivo che ha scaldato gli animi per quasi due ore, sia fra i consiglieri che fra i numerosi cittadini intervenuti all’assise. Una serata in cui è stato chiaro a tutti la campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative è ormai iniziata, anche se la chiamata alle urne sarà solo nel 2027.
In Consiglio i due gruppi di minoranza hanno agito indipendentemente l’uno dall’altro e non più uniti come durante la campagna referendaria, che li aveva visti coesi sotto le insegne del comitato “Colico resta a Lecco”. Fatto, quest’ultimo, che il sindaco Gilardi ha ben evidenziato, sottolineando che «la maggioranza, invece, è unita da dieci anni».
Tornando alla questione referendum, ognuno per suo conto, i due schieramenti di opposizione hanno ripercorso le tappe che, partendo da ottobre 2024, hanno portato al voto di fine maggio 2026. Da entrambe le fazioni non sono mancate le accuse a sindaco e maggioranza di aver sostenuto il comitato “Il Bitto sposerà l’Agone” (Favorevole al passaggio di Colico in provincia di Sondrio), penalizzando “Colico resta a Lecco”, e di essersi dapprima dichiarati neutrali, pur essendo “pro Sondrio”. Ancora sul tavolo la questione della volontà dell’Amministrazione non voler convocare il referendum, azione poi scelta come “ultima spiaggia” per tentare di portare Colico a Sondrio, dopo il fallimento della raccolta firme.
Accuse respinte con decisione dal gruppo di maggioranza, che ha ribadito la propria volontà di proporre il referendum, ma solo dopo la certezza che questo “non avrebbe comportato neppure mezzo euro di danno erariale a Colico”, come sottolineato dal vice sindaco e assessore al Bilancio Davide Ielardi.
Neppure presa in considerazione dal sindaco, invece, la richiesta di dimissioni: «Continuerò ad amministrare Colico fino alla scadenza naturale del mio mandato – ha dichiarato Monica Gilardi – La maggioranza non si dimette. Non ha tradito i cittadini e non ha mai mancato di fiducia, anzi ha realizzato il 90% del proprio programma elettorale. Nel 2027 i cittadini si esprimeranno valutando i dieci anni di mandato di questa Amministrazione».
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