Dervio: minoranza contesta i prezzi dei lavori sul Varrone
Il gruppo Chiaramente Dervio contesta la differenza di prezzo tra i lotti. Il sindaco Cassinelli cita l’ispezione regionale che non ha riscontrato irregolarità.
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Un consiglio comunale rapido, ma con posizioni ancora distanti, ha riportato al centro del dibattito a Dervio la vicenda dei lavori sul torrente Varrone. A sollevare nuovamente la questione è il gruppo di minoranza “Chiaramente Dervio”, che contesta la differenza di costo tra due interventi realizzati a circa un anno di distanza e ritenuti analoghi. Il consigliere Davide Meli ha evidenziato la disparità tra i prezzi: circa 330 euro al metro cubo per il primo lotto, contro circa 130 euro per il secondo. «Di fronte all’evidenza che un medesimo lavoro venga previsto in un caso per circa 330 euro al metro cubo e nell’altro per circa 130, tutto ciò non crea nessun motivo di imbarazzo nei due enti preposti a sovrintendere alla costruzione dell’opera pubblica», ha dichiarato, riferendosi all’amministrazione comunale e agli enti regionali.
Secondo Meli, le differenze economiche non sarebbero state approfondite a sufficienza, nonostante le ripetute richieste di chiarimento in consiglio. «Mi chiedo quale cittadino accetterebbe con tanta pacatezza di pagare 200 euro al metro cubo in più del prezzo di mercato senza verificare concretamente come stiano le cose», ha aggiunto, ricordando che l’intervento riguarda circa 530 metri cubi di lavori.
Di segno opposto la posizione del sindaco Stefano Cassinelli, che ha ribadito la fiducia nelle verifiche effettuate dagli uffici comunali, dai professionisti incaricati e da Regione Lombardia. Il primo cittadino di Dervio ha ricordato che la questione è stata affrontata più volte, attraverso interrogazioni consiliari e nel dibattito pubblico, contestando alla minoranza di riproporre rilievi già esaminati. Secondo quanto riferito dal sindaco, Regione Lombardia avrebbe effettuato un’ispezione, acquisendo documentazione e confrontandosi con il direttore dei lavori e con il responsabile unico del progetto (Rup).
Al termine degli accertamenti, già a marzo, l’ente regionale avrebbe comunicato di non aver riscontrato irregolarità nell’affidamento e nell’esecuzione dell’opera. Cassinelli ha richiamato in particolare le conclusioni della risposta regionale: «Sulla base degli elementi istruttori acquisiti, non sono emersi profili di illegittimità o criticità del progetto e della sua attuazione». Una valutazione che, per il sindaco, conferma la correttezza dell’operato dell’amministrazione e degli uffici coinvolti. «Sono questioni molto tecniche, ma sei funzionari di Regione sono venuti a effettuare il sopralluogo e a parlare con il direttore dei lavori. Dopo l’ispezione, Regione ha fatto sapere che non è emersa nessuna irregolarità nei lavori e nell’affidamento», ha ribadito il primo cittadino. La posizione del sindaco è quindi netta: l’amministrazione ritiene di aver fornito i chiarimenti necessari sulla base degli accertamenti regionali. Se la minoranza considera ancora presenti irregolarità o responsabilità nell’impiego del denaro pubblico, ha concluso Cassinelli, può rivolgersi alla magistratura.
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