Monte Piazzo, sorvegliata speciale

A Colico Anas fa il punto sulla galleria della super 36: un cantiere da 77 milioni di euro per metterla in sicurezza

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Colico

La frana del Monte Piazzo continuerà a essere una “sorvegliata speciale”, ma la Galleria Monte Piazzo sulla Statale 36 si prepara a riaprire con una struttura completamente rinnovata e dotata di un sistema di monitoraggio permanente capace di rilevare in tempo reale ogni minimo movimento del versante.

Nell’incontro pubblico ospitato martedì sera all’auditorium “Michele Ghisla” di Colico Anas ha illustrato lo stato della frana e l’avanzamento del più importante intervento mai realizzato sull’infrastruttura, un’opera da 77 milioni di euro destinata a mettere in sicurezza uno dei punti più delicati e strategici della viabilità tra il lago di Como e la Valtellina.

A fare il punto è stato l’ingegnere Matteo Giuseppe Castiglioni, responsabile della Struttura Territoriale Lombardia di Anas, che ha ricordato come la galleria, costruita negli anni Settanta, attraversi una vasta deformazione gravitativa del Monte Legnoncino. Al suo interno è presente un corpo di frana ancora attivo, che può riattivarsi soprattutto dopo periodi di precipitazioni prolungate.

Una condizione che rende indispensabile un controllo continuo dell’infrastruttura. L’intervento in corso rappresenta il secondo grande capitolo della messa in sicurezza della galleria. Le prime anomalie erano infatti emerse già nel 1986, mentre gli eventi alluvionali del 2000 e del 2001 avevano aggravato le criticità, provocando deformazioni dei marciapiedi, fessurazioni della calotta e cedimenti locali.

Nel 2013 Anas era già intervenuta con un primo consolidamento da 41 milioni di euro nelle porzioni più compromesse. L’attuale cantiere ha invece interessato l’intera opera. Sono stati demoliti i rivestimenti deteriorati e ricostruita completamente la struttura interna, con opere di consolidamento, impermeabilizzazione e realizzazione dell’arco rovescio nei tratti in cui mancava, elemento oggi considerato fondamentale per la stabilità della galleria.

«Abbiamo completato la prima fase prima delle Olimpiadi e giovedì riapriremo la canna nord, ripristinando il regolare esercizio della circolazione», ha annunciato Castiglioni. Il cantiere, tuttavia, proseguirà fino alla fine del 2026 per completare tutti gli impianti tecnologici. Al momento i lavori risultavano eseguiti per circa l’82%. «La galleria è nuova, totalmente rinnovata», ha spiegato il dirigente di Anas, sottolineando come il rivestimento sia stato interamente ricostruito secondo criteri progettuali e costruttivi moderni. Tra le novità più significative figura il sistema di monitoraggio permanente che accompagnerà la vita dell’infrastruttura anche dopo la conclusione dei lavori. «Sensori installati lungo la galleria misureranno costantemente gli spostamenti del versante, le deformazioni della struttura, le tensioni del rivestimento e l’eventuale evoluzione delle fessure – ha spiegato nel suo lungo intervento Castiglioni -. Le nuove tecnologie ci consentono di capire se la galleria “scricchiola”, se si verificano stati tensionali anomali e di affiancare al monitoraggio visivo un controllo strumentale continuo». ll versante continuerà dunque a essere monitorato con attenzione, perché la particolare situazione geologica del Monte Piazzo richiede una sorveglianza costante nel tempo.

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