Jet caduto sul Legnone, difesa contesta la perizia bis

I legali degli imputati contestano la validità della proroga delle indagini e chiedono l’esclusione dal processo della seconda consulenza tecnica.

Colico

L’eccezione delle difese, anticipata nell’udienza di mercoledì e oggetto di discussione previsto alla prossima udienza, riguarda una richiesta di proroga delle indagini preliminari che, secondo i legali degli imputati per il disastro del jet schiantatosi contro il monte Legnone, sarebbe fondata su presupposti non validi.

Ne discenderebbe, stando alle tesi difensive, l’inutilizzabilità degli atti successivi alla proroga: essenzialmente una seconda consulenza tecnica che gli avvocati vorrebbero così escludere dal processo, indebolendo presumibilmente l’impianto accusatorio. Schermaglie tecniche su cui è prevista discussione a fine aprile davanti al Gup Gianluca Piantadosi, nel processo che vede imputati per i presunti reati di omicidio colposo e disastro aviatorio sette manager responsabili di altrettante divisioni di Leonardo, il pilota veronese Giampaolo Goattin, e la stessa società Leonardo, difesa dal professor Vittorio Manes, avvocato del foro di Bologna.

La vicenda è quella che ha portato alla morte del pilota inglese Dave Ashley, in seguito allo schianto risalente al 16 marzo 2022 del jet Aermacchi (del gruppo Leonardo appunto) contro il monte Legnone. All’udienza di oggi , tra l’altro, è stata estromessa la compagnia assicurativa Unipol che aveva chiesto di costituirsi parte civile nel procedimento. Gli avvocati delle difese avevano chiesto un termine per esaminare a fondo l’istanza avanzata dall’assicurazione, su cui è arrivata ieri la decisione del Gup.

La tesi sostenuta dalla pubblica accusa è che l’omicidio colposo derivi dalla violazione delle norme antinfortunistiche e che quindi la morte del 49enne Ashley, ex pilota militare della Royal Air Force, sia assimilabile a un incidente sul lavoro. Quattro anni fa, a bordo del jet Aermacchi, i due piloti a bordo del velivolo fuori controllo si erano lanciati dalle rispettive postazioni: Goattin si era salvato riportando lievi ferite, con il suo paracadute rimasto incastrato fra le rocce, Ashley (pilota in formazione) aveva perso la vita finendo contro una parete rocciosa.

Gli inquirenti sostengono che quel jet, uno della flotta di sei velivoli ordinata a Leonardo dal Turkmenistan, non fosse idoneo alle operazioni di formazione del pilota, oltre che incompleto dal punto di vista dell’assemblaggio e del collaudo, con una strumentazione di bordo non abbastanza sofisticata da garantire la segnalazione di pericolo, o eventuali errori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA