L’acero impedisce la vista, va abbattuto: 72 condomini contro la sentenza
Dervio, paradossale vicenda alla Residenza Boldona: una sola persona si è rivolta al tribunale. Nonostante il parere contrario degli altri, l’amministratore non si è opposto alla richiesta
Lettura 1 min.Dervio
Settantadue condomini contrari all’abbattimento. Una proprietaria che invece chiede che quell’albero venga eliminato perché, secondo la sua posizione, limita la vista dal suo appartamento. Un procedimento giudiziario al quale il condominio, secondo la ricostruzione raccolta, non avrebbe preso parte.
E ora un’ordinanza che prepara l’intervento sull’albero, a distanza di due anni dall’inizio della vicenda. È la storia dell’acero 156 della Residenza Boldona, a Dervio, diventata negli ultimi giorni un caso che divide e interroga sul rapporto tra proprietà privata, tutela del verde e responsabilità nella gestione di un condominio. Gli inquilini del complesso, utilizzato dalla maggior parte come seconda casa, non vogliono che l’acero venga tagliato: lo hanno sempre curato e, durante le assemblee, hanno votato all’unanimità contro la sua condanna a morte.
La vicenda comincia nel 2024, quando una condomina chiede che l’acero venga potato. Il motivo, secondo quanto riferito, non sarebbe la vista del lago, ma quella del giardino e del prato antistante la Residenza. Il condominio approfondisce la questione anche con un agronomo e la potatura particolarmente drastica viene ritenuta sconsigliabile. A quel punto la richiesta cambia: non più soltanto la potatura, ma l’abbattimento. In assemblea, secondo il verbale citato dai condomini, la proposta non passa: 72 proprietari si esprimono contro. La proprietaria si rivolge quindi a due legali e avvia un procedimento nei confronti del condominio, chiedendo l’abbattimento dell’albero o, in subordine, la potatura. Secondo la ricostruzione dei condomini, la comunicazione relativa al procedimento sarebbe arrivata tramite Pec allo studio che amministrava il condominio, ma non sarebbe stata presa in carico. Il condominio non si sarebbe quindi costituito né avrebbe partecipato alle udienze. I 72 condomini contrari all’abbattimento, sempre secondo questa versione, non sarebbero stati informati. Il Tribunale di Lecco avrebbe quindi emesso una decisione favorevole alla richiesta della proprietaria. Successivamente sarebbe arrivato il provvedimento necessario per procedere con l’intervento. «Lo abbiamo saputo quando ormai era tutto deciso». La notizia sarebbe arrivata ai proprietari soltanto nel giugno di quest’anno.
C’è poi un altro aspetto: l’età dell’acero. I condomini sostengono che possa avere oltre novant’anni, mentre nella ricostruzione della proprietaria sarebbe stata indicata un’età molto inferiore. La questione va oltre il semplice conflitto tra vicini. Da una parte c’è il diritto di un proprietario a tutelare il proprio immobile, dall’altra un albero che da decenni fa parte del paesaggio della Residenza e la cui eliminazione è stata respinta da tutti i condomini. E proprio questo è l’aspetto che oggi suscita maggiore perplessità tra i residenti: com’è possibile che una decisione approvata da 72 condomini sia stata di fatto superata da un procedimento giudiziario al quale il condominio non avrebbe partecipato? Nel frattempo, l’acero è ancora al suo posto. I lavori di abbattimento dovevano iniziare ieri, ma il maltempo potrebbe averli momentaneamente rinviati.
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