Mandello, caffettiera esplode nel bungalow: Ikea e campeggio condannati a risarcire 170mila euro
La 43enne milanese riportò lesioni irreversibili nell’incidente del 2023: il Tribunale di Milano ha attribuito il 70% della responsabilità al produttore e il 30% alla struttura.
Lettura 1 min.Mandello del Lario
La vacanza sulle rive di Mandello del Lario, funestata da un tragico incidente di cui la sfortunata protagonista, una orefice 43enne di Milano, porterà le conseguenze tutta la vita. E’ quando mette sul fuoco un caffè con la “macchinetta” prevista in dotazione al bungalow che aveva preso in affitto con sua madre e sua figlia di nove anni, che l’apparecchio scoppia facendola addirittura sbalzare contro la parete e soprattutto provocandole lesioni irreversibili. Tre anni dopo, il giudice del tribunale di Milano Vincenzo Nicolini ha condannato Ikea, la casa produttrice della macchina per il caffè, e la struttura turistica del lecchese, a risarcire la vittima del grave infortunio subìto con la somma di circa 170mila euro, nella misura rispettivamente del 70 e del 30% del danno.
Il colosso svedese dell’arredamento è stato coinvolto in quanto quel modello di caffettiera faceva parte di un lotto di prodotti ritirato dal mercato nel 2022, proprio per il rischio concreto che potesse spaccarsi durante l’utilizzo. Il 7 agosto 2023, durante il soggiorno turistico presso il campeggio, mentre si trovava nel bungalow assegnatole, era andato proprio a finire in questo modo, mentre la figlia di 9 anni e la madre dell’attrice si trovavano al di fuori del bungalow.
La madre accorreva terrorizzata in soccorso della figlia ferita che veniva portata in ospedale e curata per le lesioni subite. La donna ha fatto causa sostenendo la responsabilità del gestore del campeggio, e quella del produttore, rilevando che la caffettiera esplosa era tra quelle oggetto di richiamo, anteriore al sinistro, da parte della produttrice “proprio per il pericolo di tale evento, ma era rimasta a disposizione degli ospiti del campeggio”. Prima del giudizio i responsabili del camping, ricevuta la richiesta di risarcimento, manifestavano rammarico per quanto accaduto, “quindi senza contestare – sottolinea il tribunale - e anzi espressamente ammettendo, il fatto materiale dell’esplosione della caffettiera messale a disposizione e provvedeva ad aprire il sinistro presso la propria assicurazione”.
Ikea ha messo in evidenza che aveva pubblicato richiami a partire dal 2022 per levare il prodotto dal mercato, chiedendo così che non venisse riconosciuta alcuna responsabilità, affiggendo anche vari avvisi di richiamo nello store di Carugate dove i gestori del campeggio avevano effettuato altri acquisti. Ma il giudice ha stabilito che “la condotta della produttrice ha determinato l’insorgenza del rischio, mentre quella del campeggio ha soltanto omesso di eliminare tale rischio”. L’avvocato Luca Scaltriti, che assiste la titolare del camping di Mandello ha fatto sapere di voler proporre alla cliente “di impugnare il verdetto, poichè la responsabilità dell’incidente va attribuita solo a Ikea”.
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