Colico: marcia in memoria di Sylvester, morto sul lavoro nella Monte Piazzo
La comunità commemora l’operaio camerunese morto in galleria.
Lettura 1 min.Colico
Una marcia per ricordare Sylvester Tegang, ma anche per ribadire con forza che non si può morire sul lavoro. Questa mattina Colico si è fermata nel nome dell’operaio di origine camerunense, morto il 22 luglio scorso nel cantiere della galleria Monte Piazzo. Cittadini, amici, familiari e rappresentanti della Filca Cisl si sono messi in cammino da via Nazionale Nord fino a piazza Giuseppe Garibaldi. Con loro anche il fratello e lo zio di Sylvester, arrivati per ricordare un uomo che stava costruendo in Italia il proprio progetto di vita.
Tegang era arrivato dal Camerun nel 2024. Aveva una moglie e tre figli e, come raccontano le persone che lo conoscevano, era un grande lavoratore, una persona solare che amava la vita. In Italia aveva trovato un impiego e stava riuscendo a rendersi indipendente. Sylvester ce la stava facendo. La sua storia è anche quella di un percorso di integrazione. Un percorso che la tragedia ha interrotto bruscamente e che gli amici hanno voluto ricordare insieme alla comunità di Colico.
A promuovere la marcia è stato Edmond Befang, grande amico di Sylvester. I due condividevano anche la passione per il calcio e giocavano insieme partite amichevoli con altri connazionali. «È stata per noi una notizia davvero tragica – ha raccontato Befang –. Questa marcia ha un significato molto importante, perché è un’occasione per ricordare e commemorare il nostro amico che abbiamo perso in condizioni davvero tragiche e soprattutto per poter migliorare le condizioni di lavoro». Da qui l’appello rivolto anche alle istituzioni e alla comunità: «Per tutti noi è un tema molto importante e oggi vogliamo lanciare un appello a migliorare le cose nel mondo del lavoro». Befang sottolinea poi il legame che Sylvester aveva costruito con Colico: «La città ha perso un figlio, una bravissima persona, esemplare, che ha avuto il suo percorso ed era su una via di integrazione a tutti gli effetti. È anche una perdita per la città di Colico».
Alla marcia ha partecipato anche Stefano Zucchi, della Filca Cisl dei Laghi, che aveva incontrato Sylvester proprio nel giorno della tragedia. «Era una persona solare – ricorda Zucchi –. Non c’era stato modo di capire dalle sue parole se ci fossero difficoltà di natura lavorativa. Ci accordammo per incontrarci poi all’ufficio di Colico, dove la Cisl ha una sede». Poi, il giorno successivo, la notizia dell’incidente. «Ho appreso la tristissima notizia il mercoledì mattino da un collega, che mi comunicò che c’era stato un incidente mortale la sera prima, in galleria Monte Piazzo. A quel punto mi è corso un brivido. Pensai involontariamente a lui, ma mi dissi: sicuramente non sarà. E invece purtroppo sì».
La marcia è stata così molto più di un momento commemorativo. È diventata un richiamo alla responsabilità e alla necessità di garantire maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro. Perché dietro ogni lavoratore c’è una persona, una famiglia, una storia.
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