È scomparso Umberto Cogliati, storico volto della Dc lecchese

Amministratore appassionato, profondo conoscitore della città si è spento all’età di 89 anni. Era stato direttore di Lariofiere

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È scomparso all’età di 89 anni Umberto Cogliati, per decenni protagonista della vita politica e amministrativa di Lecco. Segretario cittadino della Democrazia Cristiana, amministratore di lungo corso e profondo conoscitore della città, Cogliati lascia un vuoto importante nella comunità che lo ha visto impegnato su innumerevoli fronti, dalla politica all’urbanistica, fino agli ultimi anni di vita vissuti con la stessa curiosità e passione civile di sempre.

Gli incarichi istituzionali

Il nome di Cogliati resta legato soprattutto alla nascita del Comprensorio lecchese, l’ente intercomunale di cui fu il primo presidente a partire dal 1975, in un periodo di grandi trasformazioni per il territorio lecchese, allora ancora privo di una propria provincia. Alla guida del Comprensorio, Cogliati fu tra i protagonisti delle politiche di coordinamento dello sviluppo urbanistico tra i comuni della zona, occupandosi in particolare del contenimento del consumo di suolo e promuovendo forme di collaborazione intercomunale, come il cosiddetto “Consorzio dei dieci” con i comuni del Meratese. Fu inoltre tra le figure coinvolte nelle prime discussioni istituzionali che, all’inizio degli anni Ottanta, portarono alla nascita del Parco Adda Nord.

Alla passione per l’urbanistica e per la storia cittadina, Cogliati affiancò negli anni anche quella per la toponomastica lecchese: è co-autore, insieme ad Anna Lissoni, del volume “Lecco. Il significato delle vie dalla A alla Z”, dedicato alla storia e ai significati dei nomi delle strade della città.

Il ricordo di Marco Calvetti

A ricordarlo è Marco Calvetti, editorialista de La Provincia e di Unica Tv, che con Cogliati ha condiviso un legame di amicizia fraterna oltre che un lungo percorso comune nella storia della sinistra democristiana lecchese.

«Umberto Cogliati era un personaggio che si è sicuramente affermato nella storia della città», racconta Calvetti. «Credo sia stato, mi piace dirlo, l’autodidatta più informato e colto che abbia conosciuto. Curiosissimo».

Un impegno iniziato molto presto: «Ho mosso i primi passi nella Democrazia Cristiana e lui era già segretario cittadino, impegnatissimo su molti fronti, polemico da quando è nato fino a ieri che ci ha lasciato».

Calvetti tiene però a ricordarlo lontano dalla retorica: «È bello ricordarlo, e lui ne avrebbe piacere, senza troppi elogi e soprattutto con poco incenso, pur essendo un cattolico praticante, perché lui era un bastione al contrario».

Non mancano i ricordi più personali e recenti: «Di recente mi chiamava per commentare articoli, mi chiedeva di scrivere. Aveva il suo tablet e scriveva tutte le vicende mondiali, e anche quelle legate alla Chiesa». Cogliati, racconta ancora Calvetti, faceva parte del gruppo che girava la città per leggerne i nomi delle vie: «È uno che conosceva la toponomastica della città, ma anche la storia, le vicende umane, l’urbanistica, i lavori pubblici. E su dieci volte, nove volte, lui era contrario alla soluzione proposta».

Un giudizio netto anche sull’uomo, prima ancora che sull’amministratore: «È sempre stato molto puntuale e preciso, una persona generosa, onesta, che ha fatto tanta strada nella storia della DC, nelle chiese, ma anche nell’amministrazione».

Calvetti conclude ricordando il riconoscimento che la città gli ha tributato: «Non a caso è stato nominato cittadino benemerito, un titolo che si è guadagnato sul campo, mentre altri lo hanno magari conquistato solo per anzianità. È scomparso a 89 anni: la sua lunga vita l’ha spesa certamente bene».

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