Aggressione al benzinaio di Maggianico, chiesta l’assoluzione per il secondo imputato

Per Mohamed Ennajoui, 29 anni, accusato nell’inchiesta sull’aggressione del benzinaio 22enne, la pm ha chiesto l’assoluzione nel processo con rito abbreviato. La decisione del Gup è attesa a novembre; per l’altro imputato, Mohamed Barhami, la condanna era già stata riqualificata in lesioni aggravate

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Lecco

Su quello che era inizialmente stato qualificato come un tentato omicidio conseguente all’aggressione di un benzinaio pakistano di 22 anni avvenuta a Maggianico, la procura ha chiesto l’assoluzione, relativamente alla posizione del secondo imputato, il 29enne marocchino Mohamed Ennajoui, il quale ha scelto il processo con il rito abbreviato, davanti al Gup Gianluca Piantadosi.

Richiesta, quella formulata dalla pm Chiara Stoppioni, alla quale si è associato il legale della difesa, l’avvocato Laura Bosisio. La parte civile, rappresentata dall’avvocato Riccardo Plenzik, ha insistito invece affinché venisse riconosciuta la responsabilità dell’imputato, e quindi la condanna dello stesso. Il gup ha rinviato però per repliche e probabile sentenza alla prossima udienza di novembre. S

ulla vicenda, si era comunque già pronunciato il tribunale collegiale, di fronte al quale era comparso il ventenne Mohamed Barhami. Quest’ultimo, difeso dall’avvocato Marilena Guglielmana, era stato condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione, dopo la riqualificazione del reato contestato da tentato omicidio, in quello di lesioni aggravate. Nei confronti del ragazzo nato a Lecco, la pubblica accusa aveva chiesto infatti la reclusione 6 anni. La sentenza, pronunciata a febbraio 2026, prevedeva l’obbligo in capo all’imputato del pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 10mila euro a favore della vittima. Barhami, all’epoca, si trovava agli arresti domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Il coimputato Mohamed Ennajoui, per il quale è stata chiesta ora l’assoluzione (nell’altro processo era caduta anche la contestazione del concorso nel reato), per questa vicenda era a piede libero. Barhami era accusato di aver colpito più volte a una coscia il giovane pakistano (quattro fendenti di cui due andati a segno, lesionando l’arteria femorale) mentre questo, a settembre 2024, provvedeva alla chiusura di mezzogiorno della stazione di servizio (un benzinaio con autolavaggio del rione Maggianico). Per provocare le lesioni era stato utilizzando un coltello a serramanico con una lama di pochi centimetri, anche se inizialmente l’aggressione era cominciata a mani nude.

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