Cronaca / Lecco città
Giovedì 05 Febbraio 2026
Aggressione al benzinaio, non fu tentato omicidio: 20enne condannato a 3 anni e 4 mesi
La vittima, un pakistano di 22 anni, era stato colpito con un coltello durante una rapina a Lecco. L’aggressore è ai domiciliari.
Lecco
Non fu tentato omicidio. L’aggressione al benzinaio pakistano di 22 anni, vittima di un violento attacco a scopo di rapina avvenuto il 20 settembre 2024 a Maggianico, va qualificata come un caso di lesioni aggravate, secondo quanto stabilito oggi pomeriggio dal tribunale collegiale di Lecco, che ha condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione il 20enne Mohamed Barhami, difeso dall’avvocato Marilena Guglielmana. Nei confronti del ragazzo nato a Lecco, la pubblica accusa aveva chiesto 6 anni. La sentenza ha previsto l’obbligo in capo all’imputato del pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 10 mila euro. Il ragazzo, per adesso, rimane agli arresti domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico.
Il coimputato Mohamed Ennajoui, 28 anni (che invece è a piede libero) si avvale invece del rito abbreviato davanti al giudice per le udienze preliminari, ma il suo processo deve essere ancora discusso. Barhami era accusato di aver colpito più volte a una coscia la vittima (quattro fendenti di cui due andati a segno, lesionando l’arteria femorale) mentre questa provvedeva alla chiusura di mezzogiorno della stazione di servizio (benzinaio con autolavaggio), utilizzando un coltello a serramanico con una lama di pochi centimetri, dopo aver iniziato l’aggressione a mani nude.
Il giovane pakistano, che si è costituito parte civile attraverso l’avvocato Riccardo Plenzik, aveva dato la propria versione del fatto ai giudici. «L’imputato lo avevo visto alla stazione di servizio, era venuto per provare a lavorare, ha fatto 3 giorni al lavaggio auto», ha raccontato. Poi i due sarebbero comparsi nuovamente, ma con ben altre intenzioni, secondo le accuse. «Mi ha insultato e in due mi hanno picchiato. Lui (l’imputato, presente in aula ndr) è andato verso la cassa». Le coltellate sono state sferrate alla coscia: «Una mi ha tagliato, mentre l’altra è entrata in profondità con la punta», ha detto indicandosi la parte alta della gamba, in un punto prossimo all’inguine. Secondo quanto riferito dal medico dell’ospedale Manzoni che lo aveva curato, il giovane era stato colpito pericolosamente vicino all’arteria, in un punto considerato vitale. Da qui la contestazione di tentato omicidio. Ieri l’imputato si è difeso negando di averlo voluto uccidere: «Non sono un assassino, né un criminale. Ho fatto degli errori quando avevo 16 anni, ma ora sto cercando un lavoro».
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