Bione: per la riqualificazione completa c’è solo il progetto di Intesa e In Sport

Il Comune di Lecco esaminerà le proposte per riqualificare il centro sportivo. Due le alternative: una è stata scartata, l’altra è parziale. Dubbi sulle tempistiche per le elezioni.

Lecco

Non c’è alcun progetto per la riqualificazione dell’intero centro sportivo Bione alternativo a quello presentato dalla cordata di Intesa Costruzioni e In Sport. È questo, in sostanza, l’esito della manifestazione d’interesse aperta, come richiesto dalle normative, a metà dicembre da palazzo Bovara proprio al fine di capire se c’erano operatori economici intenzionati a presentare delle altre idee per dare nuova vita al centro sportivo lecchese.

I termini per l’invio delle proposte si sono chiusi lunedì 12 gennaio a mezzogiorno e da palazzo Bovara fanno sapere che sono state depositate due «buste»: una è considerata «non pertinente» rispetto agli indirizzi stabiliti dalla manifestazione d’interesse e quindi non verrà esaminata nella conferenza dei servizi preliminare, mentre l’altra è «puntuale», ovvero prevede la riqualificazione solo di una specifica parte del centro sportivo. Come specificato nell’avviso pubblico di metà dicembre, entro quindici giorni dalla scadenza dei termini verrà convocata la conferenza dei servizi preliminare, la quale avrà il compito di esaminare la proposta di In Sport e la proposta «puntuale». Dopodiché spetterà al consiglio comunale dichiarare la «pubblica utilità» di un progetto.

Complice la complessità della questione, le incognite sono ancora molte, a partire dalle tempistiche visto che manca ormai poco alle elezioni comunali, previste in un fine settimana tra il 15 aprile e il 15 giugno. La data esatta per l’apertura delle urne viene fissata dal governo attraverso il cosiddetto decreto di indizione dei comizi elettorali, il quale deve essere approvato 45 giorni prima del voto. A partire dall’entrata in vigore di questo decreto il Consiglio comunale può approvare solo atti «urgenti e improrogabili». Tradotto: qualora la conferenza dei servizi si dovesse prolungare, il compito di esprimersi sul futuro del centro sportivo potrebbe non toccare a questo consiglio. Per quanto riguarda invece le questioni di merito, dopo le prime presentazioni del progetto firmato dalla cordata di In Sport e Intesa Costruzioni a metà dicembre, erano emerse diverse criticità. Da un lato le minoranze avevano criticato la previsione di uno spazio per bar e ristorante da quasi 200 coperti, superficie ritenuta eccessiva. Dall’altro, alcune associazioni sportive avevano evidenziato come la realizzazione del nuovo edificio, in cui troveranno posto sia il ristorante sia la piscina, determinerebbe l’eliminazione di uno degli attuali quattro campi da gioco, riducendo lo spazio a loro disposizione. Di contro, nella relazione tecnica la cordata spiega chiaramente che non è ipotizzabile né una riqualificazione della piscina attuale, perché l’edificio è vecchio e ammalorato, né una demolizione della stessa per poi ricostruirne una nuova nello stesso posto, perché ciò implicherebbe scavare e aprirebbe il problema, economico e operativo, della bonifica di un sottosuolo che fino agli anni Sessanta ospitava una discarica. Alcuni esponenti delle minoranze, peraltro, avevano anche evidenziato come il progetto della cordata di In Sport e Intesa Costruzioni non comprenda alcun intervento né per l’attuale piscina, destinata a rimanere vuota in attesa di una futura riqualificazione, né per il palazzetto, nonostante l’esborso complessivo a carico del Comune in vent’anni sia pari a 35 milioni di euro.

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