Cronaca / Lecco città
Lunedì 23 Marzo 2026
Centro sportivo Bione: scontro elettorale sul nuovo progetto
Opposizioni sugli scudi. La maggioranza: «Per anni solo parole, la nostra è una proposta concreta per il futuro dell’impianto»
Lecco
Spazi, costi, rischi e tempi. Sono queste, in sintesi, le direttrici lungo cui si sta sviluppando il dibattito sul futuro del centro sportivo Bione a cavallo tra la fine della legislatura e l’inizio della campagna elettorale in vista delle comunali del 24 – 25 maggio.
Nella riunione del 30 marzo il consiglio comunale dovrà discutere e votare la “dichiarazione di pubblico interesse” sulla proposta di partenariato pubblico – privato per la riqualificazione e la successiva gestione per vent’anni del Bione presentata la scorsa primavera dalla cordata di Intesa Costruzioni e In Sport, ossia il gruppo che da alcuni anni gestisce il centro. Dopo la commissione della scorsa settimana e le oltre 1.200 adesioni alla petizione online che chiede di fermare l’iter, l’ultima novità nel dibattito è il volantino distribuito fuori dal Bione venerdì da esponenti di Fattore Lecco in cui si mettono in evidenza i pregi, secondo la maggioranza, di questa proposta, tra cui una nuova piscina coperta, rifacimento di tribuna e spogliatoi della pista di atletica, nuove aule studio.
«Chi cerca di sabotare il progetto – evidenzia Saulo Sangalli, capogruppo di Fattore Lecco - mettendo le società sportive contro il Comune sta giocando al ribasso senza portare proposte concrete. Chi parla di svendita al privato è in malafede oppure non conosce l’iter del partenariato pubblico privato. Chi afferma che il Bione deve restare ai ragazzi, sta dicendo esattamente quella che da sempre è stata una priorità di questa amministrazione. È sbagliato affermare che questo nuovo progetto toglierà spazi ai cittadini e alle associazioni: tutto quanto viene utilizzato oggi, continuerà ad essere disponibile, senza nessuno stop alle gare e agli allenamenti durante il cantiere».
Una contestazione respinta punto su punto dalle opposizioni. «Dire che il centro “non è in vendita” – replica il meloniano Simone Brigatti - quando il Comune dovrà pagare oltre 30 milioni di euro, e non 24 come scritto nella brochure dove spariscono gli interessi del leasing, è già di per sé poco credibile in quanto minimo sindacale. Sostenere poi che la differenza rispetto a un investimento diretto del Comune sia di poche centinaia di migliaia di euro, quando le analisi tecniche parlano di oltre 1,5 milioni significa fornire un’informazione fuorviante ai cittadini. Ma il punto più difficile da accettare riguarda gli spazi per lo sport e le sue associazioni: un progetto da oltre 30 milioni che non sistema il palazzetto, uno dei cuori pulsanti del centro, ma prevede un ristorante da 200 posti».
Oltre a quella del palazzetto, è rimandata ad una fase successiva anche la riqualificazione dell’attuale piscina mentre non viene del tutto considerata la pista di atletica, nonostante le segnalazioni di ammaloramenti da parte dell’Atletica Lecco. Secondo Corrado Valsecchi di Orizzonte per Lecco si tratta di un’operazione “vergognosa e inaccettabile” che “vincolerà la futura amministrazione che verrà eletta tra due mesi”. Anche per questo, sia Valsecchi sia gli esponenti di Azione hanno invitato le associazioni sportive a partecipare alla commissione del 25 marzo, nonostante palazzo Bovara abbia scelto di non convocarle ufficialmente sostenendo di aver già sentito il loro parere sul progetto nella commissione di metà febbraio.
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